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© Claudia Pajewski

Mercoledì 9 | 19:30
Giovedì 10 | 20:30
La Pelanda - Teatro 1
teatro
1h 15’

in italiano con sovratitoli in inglese

10€ - 7€ (under 30 - over 60) + 1€ d.p.

Emilia Verginelli

Io Non Sono Nessuno - anteprima

Io Non Sono Nessuno è il primo progetto di Emilia Verginelli e prende vita dall’indagine su quello che sono le relazioni al di là delle definizioni e dei vincoli di sangue e come il concetto di famiglia venga ridefinito attraverso la comunità e la collettività. Attraverso una serie di interviste nasce un puzzle di relazioni intrecciate che cerca di ri-definire il concetto di ‘ruolo’. In scena con lei Michael Schermi e il break dancer Muradif Hrustic. Io Non Sono Nessuno arriva in anteprima a Short Theatre 2020 e debutterà a dicembre a Santarcangelo Festival 2050 – Winter is Coming.

Io Non Sono Nessuno raccoglie episodi della mia esperienza come volontaria teatrale all’interno di una Casa-Famiglia e indaga il mio rapporto con alcuni dei bambini che la abitano, tra cui Muradif.
Un luogo da chiamare casa per chi non ha famiglia, dove i ruoli originali di madre-padre-figlio sono sostituiti da altri: educatore, tutore legale, avvocato, assistente sociale, giudice, psicologo, genitore affidatario, genitore adottivo, suora, volontario… Cosa implicano tutti questi ruoli? Cosa definiscono? Cos’è un ruolo?
Partendo da queste domande si sviluppa un’indagine sui rapporti umani, attraverso le interviste di Muradif, Michael, Daniele, Marilù, Siham e Pasquale, mio padre. I ruoli ci sono sempre o si può vivere senza? Così, qui, nel teatro, i ruoli diventano un gioco di travestimenti da fare e disfare, per reinterpretare la memoria, per ridefinire un’identità.
La breakdance, l’esperienza condivisa, lo stare insieme dialogano attraverso le interviste: punti di vista differenti, che diventano il linguaggio scenico di Io Non Sono Nessuno.”

Io Non Sono Nessuno è stato finalista al Premio Scenario 2019.

Emilia Verginelli nasce a Roma, si diploma negli Stati Uniti. Per la sua formazione teatrale studia con Ragnar Freidank, Declan Donnellan, Fabrice Murgia, Natalie Beasse, Thomas Ostermeier, Daria Deflorian, Lucia Calamaro, Fanny e Alexander. Nella Danza si forma attraverso gli incontri con Julie Stanzak della Pina Bausch Company e Gabriella Garrizo della Compagnia Peeping Tom.
Nel 2003 crea un laboratorio teatrale permanente all’interno di strutture del tribunale dei minori. Fonda in seguito la Onlus Gruppo Sorriso Roma. Dal 2004 lavora nel cinema diretta tra gli altri da Carlos Saura, Asia Argento, Paolo Virzì, Daniele Lucchetti e in serie televisive come Squadra Antimafia e nel 2010 crea Fivizzano27, uno spazio culturale indipendente situato nel cuore del quartiere Pigneto di Roma dove cura diverse rassegne.
fivizzano27.it

di Emilia Verginelli
con Muradif Hrustic, Michael Schermi, Emilia Verginelli
contributi video e audio Pasquale Verginelli, Daniele GrassiMarilù Rebecchini, Siham El Hadef
luci Camila Chiozza
collaborazione alla drammaturgia Luisa Merloni
aiuto regia Brianda Carreras
assistente al lavoro scenico Gioia Salvatori e Aglaia Mora
post-produzione Matteo Delai
comunicazione Federica Zacchia
foto di scena Claudia Pajewski
produzione 369gradi
coproduzione Santarcangelo Festival
e con il sostegno di fivizzano27, Angelo Mai/Bluemotion, carrozzerie| n.o.t, mixò ass.culturale
e con la collaborazione di Teatro Di Roma – Teatro Nazionale
© Claudia Pajewski

Notes on Short Theatre 2020

Di cos’altro parla questo tuo lavoro, oltre ciò di cui racconti nella sinossi?

In italia la famiglia è stata raccontata come un luogo ideale. Ma non sempre è così e chi non ce l’ha si sente sperduto. Muradif, che intervisto nel mio spettacolo, la sua famiglia l’ha ritrovata nel gruppo di break dance: appartenere a una comunità e a una collettività costituiscono insieme l’identità di ciascuno di noi, come e ancor più dei legami di sangue.

Chi o cosa – di reale o immaginario, presente, passato o futuro – credi abbia contribuito al nascere di questo lavoro? Possiedi un oggetto o una traccia che lo racconta?

Le scatoline di fiammiferi su cui attacchiamo fotografie nostre, foto che abbiamo fatto, ricordi. Lo facciamo da anni. E poi usiamo i cellulari, altri raccoglitori di questi ricordi che diventano archivio della memoria propria e collettiva.

Cosa ti immagini dirai di questo lavoro tra quindici anni? E quindici anni fa, avresti mai immaginato di farlo?

Io non sono nessuno è il mio primo lavoro di scrittura e regia e credo che sarà per sempre quella prima volta anche tra quindici anni. Essere in scena con Muradif è per me un fatto straordinario. L’ho conosciuto che aveva 7 anni, mi osservava fare teatro con gli altri bambini – lui non voleva farlo, voleva solo ballare – passava davanti alla palestra dove facevamo lezione e chiedeva: a che serve?