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KURDIAN WORKSHOP CHOIR

venerdì 4 | 21:00
sabato 5 | 22:00
WeGil - Scalinata
concerto - esito del laboratorio
30'

ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

Gérald Kurdian

Hot Bodies - Choir

Hot Bodies – Choir è l’esito del workshop che Gérald Kurdian terrà dall’1 al 3 settembre e che coinvolge un gruppo di persone nella costruzione di un repertorio canoro queer. Per info clicca qui.

Cantare è un’occasione per gli esseri umani di connettersi al sé più profondo e ascoltare la loro voce interiore. Le soggettività queer portano spesso con sé emozioni inespresse, traumi e oppressioni irrisolte, che si accumulano nel tempo e per i quali il mondo normativo non offre alcun luogo di guarigione. Il workshop Hot Bodies – Choir è pensato come un luogo per esprimere questi sentimenti repressi, un luogo per esternare e diventare un corpo collettivo che dà voce e sostegno ad altri corpi.

Hot Bodies – Choir riunisce persone queer, LGBTIEA+ e femministe intorno a pratiche di scrittura e di canto corale. In questo spazio safe ognuno è invitato a condividere e scambiare esperienze e idee a partire dalla lettura dei manifesti queer, femministi, decoloniali attraverso al scrittura collettiva di testi rivoluzionari (come Radical Tenderness del collettivo La Pocha Nostra, The Ecosexual Manifesto di Beth Stephens e Annie Sprinkle, Scum Manifesto di Valérie Solanas, Il pensiero eterosessuale di Monique Wittig, Manifesto Cyborg di Donna Haraway etc.). Questi testi unici, polifonici e sovversivi verranno arrangiati da Gérald Kurdian e performati live da tutti i partecipanti in un esito pubblico.

Hot Bodies – Choir è il terzo progetto del ciclo di ricerca di Gérald Kurdian HOT BODIES OF THE FUTURE incentrato sulle rivoluzioni sessuali.

Gérald Kurdian ha studiato arti visive alla ENSA Paris-Cergy e poi ha partecipato al programma di danza contemporanea Ex.e.r.ce 07 sotto la direzione di Mathilde Monnier e Xavier Le Roy. I suoi concerti live sono ispirati dai generi della stand-up comedy, dei musical e del pop, e si configurano come opportunità per inventare sinergie tra la musica elettronica, la performing art e le pratiche documentarie. Nel 2016 rilascia un album in francese prodotto dal musicista elettronico Chapelier Fou. Sempre dal 2016 ha immaginato e realizzato HOT BODIES OF THE FUTURE!, un ciclo di ricerca musicale sulla sessualità e le micro-politiche queer all’interno del quale ha iniziato il progetto sperimentale di un coro queer dedicato alla guarigione (HOT BODIES – CHOIR), una pratica di party intersezionali (A QUEER BALL FOR HOT BODIES OF THE FUTURE), e degli spettacoli di live music (TAREK X / HOT BODIES – STAND UP).
wearehotbodiesofthefuture.org

concept and transmission Gérald Kurdian
production Tiphaine Gagne / Hot Bodies of the Future
in collaborazione con la Francia in Scena, stagione artistica dell’Institut français Italia / Ambasciata di Francia in Italia e con il sostegno della Fondazione Nuovi Mecenati

Notes on Short Theatre 2020

Di cos’altro parla questo tuo lavoro, oltre ciò di cui racconti nella sinossi?
Trascrizione audio:

Hot Bodies Choirs è uno dei progetti del ciclo Hot Bodies of the Future!. Si tratta di un ciclo di ricerca artistica transdisciplinare in cui ho la possibilità di osservare con quali modalità le soggettività marginalizzate riescano a usare la musica per portare avanti le loro rivoluzioni. In questo senso si tratta di porre l’accento e “ricordare” il contributo delle minoranze alla costruzione politica del mondo. Riguarda la condivisione delle voci e gli strumenti che la musica offre alle persone per supportarsi a vicenda attraverso l’espressione, anche cantata, delle idee degli/lle altr_, dei loro sentimenti, o situazioni, o punti di vista. Delle loro emozioni. Infine, riguarda anche la comprensione della finalità della musica. La musica è veramente slegata dalla politica? Io non credo. Perciò come possiamo dare alla musica la possibilità di diventare uno strumento politico?

Chi o cosa – di reale o immaginario, presente, passato o futuro – credi abbia contribuito al nascere di questo lavoro? Possiedi un oggetto o una traccia che lo racconta?

Voglio condividere con voi il testo chiamato I want a dyke for president (Voglio una lesbica come presidente), in realtà il testo si chiama solamente I want a president (Voglio un presidente) ed è di Zoe Leonard e risale al 1992. Si tratta di una sorta di manifesto, che ha le sue lacune e certamente non è perfetto, su cui le persone non faranno fatica a polemizzare. Ma ha anche una sua forza ironica e poetica ed è un testo intimo perché riguarda la presa di posizione di qualcun_, cosa sulla quale riflettiamo molto nei Choirs. Quindi I want a president di Zoe Leonard, del 1992, è la traccia che rappresenta cosa ha contribuito al nascere di questo lavoro.

Cosa ti immagini dirai di questo lavoro tra quindici anni? E quindici anni fa, avresti mai immaginato di farlo?

Trascrizione audio:

Beh fra quindici anni mi auguro che questo lavoro apparirà come qualcosa di veramente molto piccolo, comparato alle cose che saremo riusciti a fare. Cioé, spero veramente che si tratti dell’inizio di qualcosa in modo che fra quindici anni potrò dire a me stess_ che è stato un buon modo di cominciare.
Non avrei mai potuto immaginare di creare questo tipo di lavoro quindici anni fa. Ero un_ artista non dichiarat_ ed ero molto diffidente sul trovare una connessione fra la mia pratica artistica e il mio impegno come attivista militante.