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sabato 5 | 21:00
domenica 6 | 21:00
WeGil - Campetto
teatro
45’

7€ + 1€ d.p.
Biglietti

BLUEMOTION / Giorgina Pi

Tiresias

Un performer in scena, dei piatti da dj, un microfono, dei dischi: Tiresias porta in scena il testo del_ poeta, rapper e performer londinese Kate Tempest, Hold your own (Resta te stessa) e lo fa vivere in una drammaturgia che è simultaneità, trasformazione, intuizione. Giorgina Pi, sulle orme di Tempest, e Gabriele Portoghese in scena, prendono le mosse dalla tradizione teatrale occidentale, per riscriverla e ribaltarla completamente, ritrovando in essa la possibilità di resistere al cambiamento, di creare una propria nomenclatura immaginaria con cui amare le cose del mondo, e trasformando la memoria delle nostre vite in simultaneità, invece che cronologia.

“Tiresia è il veggente che sa, che conosce ciò che si dovrebbe fare. Fa paura ascoltarlo, il suo corpo conturba, è al di fuori dell’ordine naturale, è un corpo che vive più sessualità, più età in una vita. Quando i suoi occhi smettono di vedere iniziano a leggere il futuro. Tiresia è un’entità che nell’Ade custodisce le risposte, è tramite tra l’umano e il divino. È fuori dalla retorica del potere, è continuamente una frattura nella narrazione, non è gerarchico nel sapere e nell’esperire.

La nostra vita di adesso è lacerata e frastornata da ferite ancestrali dovute a questa nuova peste e da pressioni soffocanti causate dalla ferocia rinnovata del capitalismo. Difficile trovare la forza di restare sé stesse/i. Abbiamo chiesto aiuto a chi non ha bisogno di guardare per sapere. (…).” Giorgina Pi

BLUEMOTION è una formazione nata a Roma all’interno dell’esperienza artistica e politica dell’Angelo Mai, che coinvolge performer, regist_, musicist_ e artist_ visivi, attivisti nel campo dei diritti umani e dei diritti dei lavorat_ dello spettacolo. L’Angelo Mai e BLUEMOTION nel 2016 ricevono il premio UBU Franco Quadri.
Giorgina Pi è un’artista nata e cresciuta a Roma. Si laurea al Dams, conciliando fin da principio l’interesse per il teatro e i gender studies. Autrice di saggi e articoli è dottoranda in comparatistica presso le Università di L’Aquila e Paris 8. Regista, attivista, videomaker, femminista, fa parte del collettivo artistico Angelo Mai.
Gabriele Portoghese inizia il suo percorso sotto la guida di Carlo Cecchi. Ha lavorato, tra gli altri, con Andrea Baracco, Valerio Binasco, Ferdinando Bruni, Fabio Cherstich, Giorgio Barberio Corsetti, Roberto Rustioni, Federica Santoro. Dal 2015 collabora col regista Fabio Condemi.
bluemotiontheatre.com

un progetto di BLUEMOTION
da Hold your own/resta te stessa di Kate Tempest
traduzione di Riccardo Duranti
regia Giorgina Pi
con Gabriele Portoghese
dimensione sonora Collettivo Angelo Mai
bagliori Maria Vittoria Tessitore
echi Vasilis Dramountanis
costumi Sandra Cardini
luci Andrea Gallo
organizzazione Alessia Esposito
comunicazione Benedetta Boggio
una produzione 369gradi / Angelo Mai / Bluemotion
ringraziamo il Comune di Ventotene, Cecilia Raparelli e la Terrazza Paradiso per la collaborazione e il sostegno
© Lau Chourmo

Notes on Short Theatre 2020

 

Di cos’altro parla questo tuo lavoro, oltre ciò di cui racconti nella sinossi?

Tiresias parla della difficoltà di tenersi forte a sé. Della resistenza a cambiare. Della necessità di creare una propria nomenclatura immaginaria per chiamare le cose del mondo e, se possibile, per amarle. Parla della tenerezza della solitudine, della spiritualità nascosta nella disperazione. Parla del bisogno di morire in mezzo alla vita per moltiplicarla, finalmente. Parla della memoria che abbiamo della nostra vita, del momento in cui dirompono cesure necessarie e altre involontarie. Tiresias parla della possibilità di trasformare la cronologia della nostra storia in simultaneità. 

Cosa ti immagini dirai di questo lavoro tra quindici anni? E quindici anni fa, avresti mai immaginato di farlo?

Questo lavoro che parla dell’ambigua condizione di poter leggere il futuro è nato poco prima che scoppiasse una pandemia. Tiresia, la peste a Tebe, nefasti presagi e molto altro sono diventati realtà da un giorno all’altro. Non riesco ad allontanare ancora il trauma di questa esperienza dall’intensità sempre benefica del momento della creazione. Quindici anni fa immaginavo già di lavorare un giorno sul mito e sulla libertà di riscriverlo. Non avrei mai immaginato però di vivere chiusa in casa per mesi temendo la peste che infesta il mondo. Tra quindici anni credo che proverò molta tenerezza per questo Tiresias e per i giorni di creazione trascorsi con Gabriele e tutta la compagnia. Sento che sarà indimenticabile la sensazione di venire al mondo nuovamente provata durante la seconda fase delle prove. E la dolcezza di quel ricominciare, la forza di proteggersi a vicende vorrei tenermeli stretti per sempre. 

Chi o cosa – di reale o immaginario, presente, passato o futuro – credi abbia contribuito al nascere di questo lavoro?