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Sarah Vanhee

Oblivion

10€; 7€ (under 30 – over 60)

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14 settembre | 19:00
15 settembre | 20:45
La Pelanda – Studio 2
Performance
2h30′ (circa)


prima nazionale
In inglese con sovratitoli in italiano

Immagina un posto in cui puoi riconnetterti con tutto ciò di cui ti sei disfatto, tutto ciò che hai scartato o abbandonato. Immagina che per un anno intero non butti tutto ciò che vorresti buttare, lo spam, le relazioni, i vasetti di yogurt. L’artista Sarah Vanhee, rivelazione delle ultime edizioni del Kunstenfestivaldesarts di Bruxelles, lo ha fatto. Tutti gli oggetti di cui ci liberiamo quotidianamente hanno ricevuto un valore e una condizione completamente diversi. Tutti i rifiuti inscatolati e ben sistemati; ogni cattiva idea è stata archiviata; fino a fare del non buttare niente una specie di dipendenza. Vanhee si libera alla fine del suo amato tesoro di rifiuti in Oblivion, la prima esperienza nella storia del teatro olandese con un” manager dei rifiuti” tra i suoi credits. I rifiuti possono essere davvero bellissimi, a guardarli così. Una inversione rivoluzionaria: siamo abituati a pensare di rimuovere quello che non ci serve, per abbracciarci al nuovo, al nuovamente necessario.

Non è tanto la questione morale che interessa a Vanhee, ma l’eco-filosofia. Se rimandi il momento stesso dell’eliminazione, puoi vedere come tutto è connesso con tutto. Crediamo che i nostri rifiuti siano spariti se li gettiamo nel cestino della spazzatura, poiché semplifichiamo ogni cosa rendendola invisibile. Per Oblivion, ci vorranno quasi tre ore per allestire gli scarti sul palco – per rendere nuovamente visibile questo tesoro di cose che avevamo reso invisibile.

Il lavoro artistico di Sarah Vanhee (1980) è legato alla performance, alla visual art e alla letteratura. Nelle sue opere trova soluzioni sempre diverse e queste sono spesso ricreate in situ.
Lavori recenti comprendono Oblivion, I Screamed and I Screamed and I Screamed, Untitled, Lecture For Every One, Turning Turning (a choreography of thoughts). I suoi lavori sono stati presentati in diversi contesti come De Appel arts centre (Amsterdam), iDans (Instabul), Centre Pompidou (Metz), Kunstenfestivaldesarts (Brussels), Impulstanzfestival (Vienna), Van Abbe Museum (Eindhoven), CAMPO (Ghent), Arnolfini Gallery (Boston), Contour (Mechelen), Théatre de La Cité (Paris), HAU (Berlin) etc. È co-autorice di Untranslatables e autore di The Miraculous Life of Claire C e TT. Ha scritto diversi testi per riviste specializzate e pubblicazioni legate al mondo dell’arte. Dal 2009 Sarah Vanhee lavora in stretta collaborazione con CAMPO, che produce molti dei suoi spettacoli.
È inoltre membro di Manyone.


www.sarahvanhee.com


di e con Sarah Vanhee
musica Alma Söderberg e Hendrik Willekens
sguardo esterno Mette Edvardsen e Berno Odo Polzer
voice coach Jakob Ampe
assistente di produzione Linda Sepp
tecnica Bart Huybrechts
co-produzione CAMPO (Ghent); HAU (Berlin); Göteborgs Dans & Teater Festival (Göteborg), Noorderzon (Groningen) & Kunstenfestivaldesarts (Brussels) come parte di NXTSTP con il supporto di Culture Programme of the European Union
produzione esecutiva CAMPO
con il supporto di Flemish Autorities
ringraziamenti Manyone, Kunstenwerkplaats Pianofabriek & Kaaitheater