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Progetti in residenza

Negli ultimi anni Short Theatre si è fatto sempre più spazio comune, aperto alle smarginature, pronto ad accogliere le intuizioni che arrivano dall’esterno. I Progetti in Residenza sono quei progetti stanziali che abitano il festival per tutta la sua durata, o quasi.

Zone di accadimenti quotidiani, con un proprio calendario che si innesta su quello principale, curati da artist_ con cui il Festival condivide affinità e vicinanze, o bolle spazio-temporali in cui possono prendere forma azioni e progetti artistici non immediatamente visibili al pubblico, che si nutrono della temperatura, degli accadimenti e delle presenze che attraversano il festival.

10-14 settembre
Sara Leghissa/Strasse + Carlo Fusani – TONIGHT NOT POETRY WILL SERVE

Per cinque giorni Sara Leghissa del collettivo milanese Strasse e Carlo Fusani abiteranno gli spazi del festival, nutrendosi della temperatura, degli accadimenti e delle persone che lo attraverseranno, lavorando a porte chiuse al progetto TONIGHT NOT POETRY WILL SERVE, che si tradurrà in un’azione mimetica negli spazi pubblici della città.

Tonight not poetry will serve è una poesia scritta nel 2007 da Adrienne Rich e una raccolta di opere di Alfredo Jaar, e lei dedicata.
TONIGHT NOT POETRY WILL SERVE è una lecture fuori formato, che si sviluppa nel tempo di più giorni, e il cui testo viene esposto nello spazio pubblico attraverso una pratica illegale.

Inspirato alla pratica del writer REVS, che dal 1994 al 1999 ha tenuto un diario scrivendo sui muri della metropolitana di NY e arrivando a comporre più di 200 “pagine”, ogni “pagina” della conferenza sarà segnalata con la dicitura n. x OF MANY, dove x rappresenta di volta in volta il numero della pagina, in successione cronologica.
Il contenuto e il testo della conferenza si comporrà giorno per giorno, anche attraverso una serie di interviste che verranno attivate nella zona limitrofa all’azione. Le domande cercheranno di raccogliere, in maniera informale e anonima, le esperienze personali de_ intervistat_, in merito al metodo con cui si pratica l’illegalità nella vita quotidiana, e al proprio desiderio di illegalità.

6-14 settembre
OHT – Little Fun Palace

Una roulotte. Un padiglione piccolo e portatile. Un bar. Un luogo effimero di aggregazione. Un omaggio al Fun Palace, il leggendario progetto dell’architetto Cedric Price e della regista teatrale Joan Littlewood che negli anni sessanta volevano realizzare un’università della strada, un laboratorio del divertimento.
Little Fun Palace è un progetto parassita presentato insieme agli spettacoli di OHT, ma anche svincolato da essi, e al cui interno vengono organizzati incontri, dialoghi, balli e ogni forma di spontaneità possibile. Un progetto che mette a fuoco il momento successivo all’offerta culturale; il momento in cui le idee, le parole e le reazioni delle persone hanno bisogno di spazio per avvenire. Little Fun Palace affronta un vuoto contemporaneo riesumando la raison d’être delle aree pubbliche; quella di forum aperto all’incontro spontaneo fra le persone.
Little Fun Palace mette insieme artisti, filosofi, economisti, scienziati, ingegneri, architetti, sociologi, scrittori, meteorologi, etc. che di volta in volta dialogano su tematiche opportune e urgenti delineate da un advisory-team in collaborazione con l’istituzione ospitante. In modo libero, indipendente e collaborativo, Little Fun Palace esplora ogni sfaccettatura della realtà nei suoi diversi campi di riferimento. Un’indagine seriamente spontanea che affranca l’intelligenza dai cirri dell’intellettualismo.

Qui per il programma.