Paradiso, dal persiano pairadaëza, da cui anche l’ebraico pardeš, attraverso il greco παράδεισος, con il significato primitivo di “giardino recintato”, “verziere”, “parco”. Ci fu un tempo in cui il mondo era abitato dagli dèi. Nello spazio che gli esseri umani condividevano con loro, l’invisibile si mescolava con la materia visibile. Era proprio nei giardini, nella natura, inquietante e meravigliosa, che dall’alba dei tempi gli esseri umani avvertivano la presenza del divino. Pairadaëza #Mattatoio è un invito a entrare in un giardino, un paradiso ricreato e da esplorare, dove immaginare insieme un’azione collettiva che possa trasformarlo. Come un botanico-paesaggista, Antonio Tagliarini sceglie un giardino, lo studia attivando diversi approcci, dal più scientifico al più magico. Ne approfondisce la storia, le origini, prende nota delle specie vegetali, delle fragilità del terreno. Ne incontra lə abitanti, chi lo custodisce e chi se ne prende cura, si fa raccontare storie, leggende, segreti. Poi cerca di dare spazio all’invisibile: sovrapponendo queste storie alla propria biografia, accoglierà il pubblico raccontando il suo giardino, il suo paradiso, dove realtà e immaginazione coesistono e si sostanziano a vicenda. Il tentativo è quello di creare una comunità temporanea chiamata non solo a riscoprire il mistero di quel luogo, ma a poterne attivare una trasformazione per immaginare insieme un futuro diverso, un luogo di resistenza politica ed esistenziale. Il paradiso non è solo un giardino, da sempre così è stato raffigurato e immaginato, ma è anche una dimensione simbolica, è il riflesso di un’utopia sociale: un luogo puro, dove tutti sono liberi e uguali e dove non esistono né ingiustizie né violenza. “Quanto siamo lontani dal paradiso?” – si interroga l’autore.
Il primo amore di Antonio Tagliarini, e di conseguenza la sua formazione, sono la danza contemporanea e la performing art, che segnano profondamente il suo rapporto con l’arte scenica. Solo successivamente comincia a studiare e approfondire l’arte più strettamente teatrale. È autore e interprete di diversi spettacoli e performance che presenta in molti teatri e festival italiani e internazionali. Dal 2008 al 2022 è parte con Daria Deflorian della compagnia Deflorian/Tagliarini. Insieme producono progetti di formazione, site-specific e spettacoli, presentati in importanti teatri e festival italiani ed europei e vincono importanti premi tra cui: Premio Ubu come miglior novità drammaturgica (2014); Premio della critica come miglior spettacolo straniero in Quebec, Canada con lo spettacolo Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni (2015); Premio Riccione per la drammaturgia (2019); il Premio Hystrio alla drammaturgia (2021).
È invitato a far parte di vari progetti di ricerca artistici internazionali: APAP (2007), Sites of Imagination (2008) e Pointe To Point Asia-Europe Dance Forum (2009). Lavora come interprete con: Raffaella Giordano, Giorgio Rossi, Massimiliano Civica, Alessandro Brucioni, Fabrizio Arcuri, Lotte Van de Berg. Da anni conduce masterclass, laboratori e progetti di tutoraggio per performer, registə e artistə visivə.
progetto di e con Antonio Tagliarini
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management Carlotta Garlanda / Klm
ph. Asia Serpe