4 settembre | 20:30

La Pelanda – Studio

saperi

in inglese con traduzione in italiano

 

⚠️ la proiezione contiene scene di nudo ambientate in un contesto di architettura nazista, che alcune persone potrebbero trovare emotivamente disturbanti

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Eszter Salamon e l’empatia poetica in tempi di fascismo

CLASSE

CLASSE è un progetto di trasmissione, di compromissione, di mescolamento e rimestamento, di pedagogie inventate e di immaginazione radicale. CLASSE è uno spazio per la parola e il pensare che mescola public program e la creazione di un gruppo di lavoro continuativo, attraversando la programmazione di Short Theatre 2026 per approdare oltre e fuori da esso.

Ogni giorno per 10 giorni artistɜ, poetɜ, attivistɜ, filosofɜ, ricercatorɜ sono invitatɜ a tenere un discorso, uno short talk a partire da una parola / una questione / una pratica specifica. Scopri qui tutti gli appuntamenti di CLASSE.

 


Come possono la resistenza poetica e l’atto di costruire memoria aprire immaginari di futuri più inclusivi di fronte alla cancellazione storica? Eszter Salamon propone una riflessione che intreccia ricerca e pratica artistica legate alla costruzione speculativa della storia con forme femministe e cinematografiche di narrazione. L’artista condivide la propria ricerca in corso sulle relazioni transnazionali attraverso il tempo, una ricerca che si confronta con il fascismo storico e contemporaneo.

Sommerspiele (2023) è un’esplorazione cinematografica della storia e della memoria, incentrata sulla vita e sul lavoro della danzatrice e artista d’avanguardia tedesca Valeska Gert, nel contesto delle Olimpiadi estive del 1936 a Berlino. Ambientato sullo sfondo dell’architettura nazista e in risonanza con l’uso del grottesco da parte di Gert, il film mette a nudo i fallimenti della memoria collettiva. Mescolando autobiografia, fatto storico e riferimento e speculazione storico-artistica, Sommerspiele abbraccia il potenziale della performance e del cinema di evocare un’empatia poetica e politica oltre il tempo. Attraverso uno sguardo transnazionale e femminista sul passato e sul presente, il film riflette sul ritorno del fascismo.

 


Eszter Salamon è presente a Short Theatre 2026 anche con lo spettacolo Dance for Nothing (revisited), il 5 settembre sempre in Pelanda.

 


Eszter Salamon è coreografa, regista, artista e performer. Vive e lavora tra Berlino e Parigi. Nel 2019 ha vinto il Premio d’Arte Evens. Nel 2020 si è aggiudicata il bando La Vie Bonne, indetto dal Centro Nazionale per le Arti Plastiche (FR) e da Aware: Archivio di Artiste, Ricerca e Mostre. Nel 2023 ha ricevuto il prestigioso Premio Hedda nella categoria Miglior Scenografia e Costumi per i costumi di MONUMENT 0.10: The Living Monument, realizzato in collaborazione con Carte Blanche. Nel 2025 è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dal Ministero della Cultura francese.
Salamon utilizza la coreografia per combinare e strutturare diversi media, tra cui immagini, suoni, musica, testi, voci e movimenti e azioni corporee. Dal 2001, ha creato performance personali, progetti su larga scala, installazioni performative e film, esponendo le sue opere in luoghi di spettacolo e musei in tutto il mondo, tra cui Centre Pompidou Paris (FR), Centre Pompidou Metz (FR), Festival d’Automne (FR), Festival di Avignone (FR), Ruhrtriennale (DE), Holland Festival (NL), The Kitchen New York (USA), HAU Hebbel am Ufer Berlin (DE), Berlin Documentary Forum (DE), PACT Zollverein (DE), Kunstenfestivaldesarts (BE), Kaaitheater (BE), Tanzquartier Wien (AT), Kampnagel Hamburg (DE), steirischer Herbst (AT), Manchester International Festival (UK), Nanterre-Amandiers (FR), FTA Montreal (CA), Dance Triennale Tokyo (JP), TheatreWorks Singapore (SG), Panorama Festival Rio de Janeiro (BR), Movimiento Sur Valparaiso (CL).
È spesso invitata a presentare le sue opere in musei, tra cui il MoMA (USA), il Museo Reina Sofía di Madrid (Spagna), il Museu d’Art Contemporani di Barcellona (Spagna), la Fondazione Serralves (Portogallo), l’Akademie der Künste di Berlino (Germania), mumok (Austria), la 15ª Triennale Baltica CAC di Vilnius (Lituania), il Kunstnernes Hus di Oslo (Norvegia), il BHM Kiscelli Museum di Budapest (Ungheria), la Cité internationale des arts di Parigi (Francia), la Collection Lambert di Avignone (Francia), il Museum der Moderne di Salisburgo (Austria), Villa Empain – Fondazione Boghossian (Belgio), l’ING Art Center (Belgio), KINDL (Germania), il Kunstinstituut Melly (precedentemente noto come Witte de With Center for Contemporary Art) (Paesi Bassi), il Museo Centro Gaiás di Santiago de Compostela (Spagna).
La sua esibizione, Eszter Salamon 1949, è stata presentata al Jeu de Paume (FR) nel 2014 nell’ambito di Satellite, a cura di Nataša Petrešin-Bachelez. La sua installazione performativa di grandi dimensioni, Study for the Valeska Gert Pavilion, è stata presentata alla 16a Biennale di Arte Contemporanea di Lione nel 2022. Dopo i suoi film Reappearance (2022) e Sommerspiele (2023), la sua installazione video Landscaping (2025) è stata mostrata per la prima volta alla 21a Biennale de la Danse di Lione e successivamente all’IRCAM di Parigi nell’ambito dei progetti Constellation del Centre Pompidou. RED, un omaggio stratificato a Valeska Gert, sarà presentato in anteprima nell’agosto 2026 all’Internationales Sommerfestival Kampnagel di Amburgo.

 


parte di CLASSE, progetto di AREA06 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura

con il sostegno del Goethe-Institut a Roma

 

ph. Eszter Salamon in Sommerspiele (2023), short film directed by Eszter Salamon, Film Still © Marie Zahir