In inglese, l’aggettivo Quixotic ha almeno quattro sinonimi: impraticabile, visionario, romantico e irrealistico. Questa stratificazione semantica rivela una figura complessa, che supera l’immagine consueta dei mulini a vento scambiati per nemici. E se la parodia dell’eroe romantico messa in atto da Cervantes fosse in realtà un dispositivo ante litteram, un gesto contro il realismo capitalista (come descritto da Fisher) già in risonanza con l’arte queer del fallimento di Halberstam? Muovendosi nella pratica di scrittura condivisa, Industria Indipendente parte da una lettura del Don Chisciotte e delle sue riscritture, in particolare quelle di scrittrici, pensatrici e sperimentatrici del linguaggio per indagare la riscrittura come possibilità per “andare oltre”. Da Kathy Acker (Don Quixote: Which Was a Dream, 1993) a Monique Wittig (Le Voyage Sans Fin, 1985), è evocata una bibliografia aperta, fatta di riferimenti, riflessioni e gesti speculari. Un canone alternativo, pratiche espanse e collaborazioni aprono una “palestra delle forme”, un luogo in cui allenare e “sforzare” la scrittura. QUIXOTE è il nuovo esperimento scenico di Industria Indipendente, il cui primo embrione è comparso in una CAMERA di Short Theatre 2025, e si sviluppa attraverso una serie di episodi, una collezione di oggetti e performance plasmati dall’idea letteraria del romanzo “che non inizia e non finisce”. Un attraversamento immaginato come un continuo entrare e uscire da forme e scritture, seguendo le tracce di una postura ardente: cosa provoca oggi in noi riscrivere Quixote? A Short Theatre 2026 arriva A Rose Is Not A Rose, una partitura testuale, sonora e coreografica immaginata e realizzata insieme ad Annamaria Ajmone, danzatrice e coreografa con cui il collettivo collabora dal 2019. La figura guida è una cavaliere ultra-femmina: un Don Quixote del futuro, che si muove nell’impossibile in cerca di senso e visione. Non combatte, immagina e trasfigura.
Le rose sono sistemi di difesa travestiti da ornamento. Le spine sono il loro primo linguaggio, la grammatica minima del rifiuto. Non sono un dettaglio estetico: sono un’architettura nervosa. Ogni spina è una piccola barriera che organizza lo spazio attorno al fusto, stabilendo una distanza minima di sicurezza tra il corpo vegetale e ciò che tenta di appropriarsene. La delicatezza del fiore esiste solo perché il resto della pianta ha delegato alla spina il compito di dire no. (…) Chi guarda solo il colore del petalo e ignora la spina guarda metà della rosa, e soprattutto ne fraintende la natura. Si potrebbe dire che ogni rosa pone una semplice tesi botanica: ciò che attira deve anche potersi difendere. La spina è la clausola scritta in piccolo sotto ogni fioritura. Che sia solo forza le parole che rimangono e furia.
– Industria Indipendente
Industria Indipendente è un collettivo di arti performative e visive fondato nel 2005 da Erika Z. Galli e Martina Ruggeri. La loro ricerca affonda le radici nel linguaggio, una scrittura estesa che si inscrive su corpi, ambienti e superfici. Qualunque sia la scala o la dimensione che scelgono di attivare, i loro lavori interrogano e riflettono costantemente su temi quali la natura improduttiva del tempo, la creazione di mondi alternativi in cui si formano nuove comunità e alleanze e la continua ridefinizione delle identità individuali e collettive. Industria Indipendente ha attraversato nelle sue varie forme numerosi luoghi tra cui: La Biennale di Venezia, Romaeuropa Festival, Triennale, Theatre Paris Villette, Fondazione Merz, Santarcangelo Festival, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Istituto Svizzero, Short Theatre, Macro Museo e Piccolo Teatro di Milano. Nel 2024 creano per la galleria Almanac di Torino la mostra Blue Blue Blue Limbo, una palestra del sentire con cui indagano il corpo e il linguaggio, da cui producono un profumo edito dalla casa editrice Nero. Dal 2018 sono residenti una volta al mese all’Angelo Mai di Roma con l’happening party Merende.
Annamaria Ajmone è danzatrice e coreografa. Al centro della sua ricerca c’è il corpo inteso come materia plasmabile e mutevole. Le sue ricerche si manifestano in modo tentacolare, attraverso diversi formati e durate, risultato di un lavoro collettivo, nato da incontri e confronti. Presenta i propri lavori in numerosi contesti, tra cui: La Biennale Danza Venezia, brut Wien, Palais de Tokyo Parigi, Torinodanza, Triennale Milano, Santarcangelo Festival, Short theatre Roma, BiPOD Festival Beirut, M1 Contact Contemporary Dance Festival Singapore, Night Gallery LA. Nel 2015 vince il premio Danza&Danza 2015 come Miglior interprete emergente contemporaneo. Dal 2016 al 2023 ha organizzato Nobody’s Indiscipline, piattaforma di scambio di pratiche e ricerche. Co-cura la programmazione di MOTELSALIERI (ß). Si dedica alla trasmissione di pratiche e conoscenze attraverso la conduzione di workshop e laboratori.
in collaborazione e con Annamaria Ajmone
voce Silvia Calderoni
una produzione Industria Indipendente e l’Altra associazione
con il sostegno di Base Milano, Angelo Mai
realizzato con il sostegno di La Ménagerie de Verre nell’ambito del programma StudioLab
Industria Indipendente è presente a ST26 grazie al sostegno di SIAE
ph. Rafa Jacinto