Cogliendo la doppia accezione di ambiente domestico, appartato e solitario, e quello di luogo speciale destinato a contenere un processo fisico, chimico o d’altra natura, CAMERA è un’apertura intima sui procedimenti, i gesti e le pratiche alchemiche che trasformano una visione sensibile in una drammaturgia per la scena. Materiali, appunti, riflessioni, fabulazioni provvisorie, composizioni che emergono per essere poi sconfessate e ribaltate: tre artiste sono invitate, una per una, a condividere la materia palpitante dei propri progetti teatrali in via di creazione e a metterle in dialogo con il pubblico del festival, oltre che con dramaturg, altrɜ artistɜ, operatorɜ culturali. Non un’esposizione né una “prova aperta” o uno “studio” ma un momento spurio e senza scopo alcuno se non quello di nutrire il processo creativo e svelarne le formulazioni, avvicinando e lasciando che guardare e fare si contagino prima della loro formalizzazione.
Al centro di questi spazi, oltre a El Conde de Torrefiel ci saranno anche Daria Deflorian e Giulia Crispiani.
In questa CAMERA convochiamo due idee. La gravità e il tempo. Due sostanze invisibili che attraversano i corpi al di là delle fiction che costruiscono le realtà che ci avvolgono. Il peso gravitazionale è un momento fattuale al quale ci piace dare sempre spazio nelle opere che portiamo in scena. Per noi, è la fessura empirica che attraversa l’artificio, che lo frattura con la volontà di dar peso al tempo – trasformarlo in spazio -, di attivare un’alterazione di stato che si percepisce a livello fisico, un plot twist alchemico nella convenzione della rappresentazione. Il peso gravitazionale si incarna in una metafora capace di catturare la tensione tra l’astratto e il tangibile, è una strategia di attrazione e attenzione che vuole essere avvertita come un atto di resistenza, di fronte alla tirannia della realtà ultra-fiction. Ma cos’è la gravità? E il tempo? Passato presente futuro è un vocabolario di ordine cronologico triste e scadente per chi vive in questo tempo intensamente presente e intensamente incomprensibile. In particolare, l’impressione è che sia stato disattivato tutto il potenziale della parola Futuro, percepita come un’esca che si insegue in un movimento verso nessuna parte. Malati di realtà presente, si desidera il futuro come una cura, mentre siamo in debito permanente con il nostro tempo che ci scivola tra le dita delle mani, con un presente che svanisce di fronte ai nostri occhi nella nebbia di una realtà dominata da forze che sono capaci solo di produrre scarsezza. Ho esaurito i caratteri disponibili per questa presentazione… ma… come attivare in scena metafore della gravità e il tempo? Come tradurre questi principi in materiale per la scena?
– El Conde de Torrefiel
Tanya Beyeler (Lugano, 1980) e Pablo Gisbert (Ontinyent, 1982) fondano il progetto teatrale El Conde de Torrefiel a Barcellona nel 2010. Da allora, sviluppano una pratica scenica singolare e personale, situata al confine tra la performance, la letteratura e le arti visive e sonore. I lavori di El Conde de Torrefiel si strutturano attraverso una drammaturgia della parola e dell’immagine, dove il testo — parlato, proiettato o in voce fuori campo — coabita con corpi, paesaggi sonori e scenografia in una messa in scena di precisione formale e coreografica. I loro lavori funzionano come dispositivi che sovrappongono molteplici livelli di significato e creano un’atmosfera sospesa tra il distopico e il quotidiano, in uno stile che oscilla tra ironia tagliente, la riflessione saggistica e la poesia visiva. Il risultato sono opere che traducono in scena la complessa tensione tra esperienza individuale e costruzione collettiva, tra l’intimo e il politico, con una coerenza estetica riconoscibile e personale che ha consolidato un linguaggio artistico proprio nel corso della loro traiettoria. Dal 2010, la compagnia ha creato quattordici spettacoli per il teatro, oltre a opere site-specific, video-creazioni, installazioni e audioguide teatralizzate per musei e spazi non convenzionali. Tra le loro creazioni più riconosciute figurano la più recente LEXIKON, Scene per una conversazione dopo la visione di un film di Michael Haneke, GUERRILLA, La Plaza e ULTRAFICCIÓN nr.1 / Fracciones de tiempo. El Conde de Torrefiel ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Nazionale delle Arti Sceniche Svizzero — assegnato a Tanya Beyeler nel 2021 — o i Premi della Critica della città di Barcellona nel 2018 per La Plaza e nel 2022 per Una imagen interior. I loro lavori vengono presentati regolarmente nei principali festival e teatri di riferimento, in particolare in Europa come il Festival d’Avignon, la Biennale di Venezia, il Kunstenfestivaldesarts di Bruxelles, le Wiener Festwochen, il Festival d’Automne e il Théâtre de l’Odéon di Parigi, il Théâtre de Vidy-Lausanne, il MMCA di Seoul e il Festival TransAmériques di Montreal. In Spagna, i loro spazi di riferimento sono il Teatre Lliure, il Festival Grec e il Mercat de les Flors a Barcellona, e il Teatro María Guerrero (CDN) e il Centro Conde Duque a Madrid.
CAMERA è realizzato a ST26 grazie al supporto di Associazione MEGERA