4 settembre | Cinema Troisi
per una persona: 14:00 + 14:30

5 settembre | Cinema Troisi
per 50 persone: 14:00 + 14:30

8 + 9 settembre | MUCIV-Museo delle Civiltà
tbd

10 + 11 settembre | MACRO – Sala Cinema
per una persona: 15:00 + 15:30 + 16:00 + 16:30 + 17:00 + 17:30
per 50 persone: 18:00

 

spettacolo – performance

30′

 

⚠️ lo spettacolo contiene suoni forti e scene sensibili

 


 

Lo spettacolo è incluso negli abbonamenti liberi di ST26. Consulta qui tutte le formule di abbonamento.

€10 + d.p.

Muna Mussie

Cinema Impero #Roma

Il Cinema Impero reimmaginato da Muna Mussie si dissemina a Roma in tre punti della città, grazie alla collaborazione con il Cinema Troisi, il MUCIVMuseo delle Civiltà e il MACRO – Museo d’arte contemporanea. Un dispositivo che prende il nome dall’omonimo cinema situato nel centro di Asmara, costruito nel 1937 durante il regime fascista, e riattraversa gli archivi coloniali a partire dall’intimità e dall’affettività, mettendo in dialogo materiali video provenienti dall’Istituto Luce e dall’archivio privato dell’artista, raccontati e interpretati da due voci e due intelligenze, una artificiale e una emotiva.
Short Theatre 2026 lo presenta in una versione specifica, Cinema Impero #Roma, alternando tra l’esperienza singolare rivolta a una persona alla volta e la visione collettiva che riunisce un gruppo di partecipanti.

 

A partire dai lavori Milite Ignoto (2015), Oasi (2018), Punteggiatura (2018), Bologna St. 173, Curva Cieca (2021), Oblio (2022), la mia ricerca si è focalizzata sul come attivare strategie di narrazione che permettano di indagare in maniera obliqua e trasversale il rapporto che lega la mia doppia provenienza, storica e culturale, quella eritrea e quella italiana. L’elemento affettivo è stato il filo che ha tessuto insieme narrazioni provenienti dalla macroStoria e narrazioni provenienti dalla microStoria, permettendo di raccontare nuove storie. La mia nuova ricerca, Cinema Impero, pone la sua attenzione sull’immagine in movimento. Il cinema, come linguaggio, ha sempre avuto il potere di creare immaginari, ma anche di plasmare e costruire narrazioni, soprattutto nella sua configurazione più propagandistica e di regime. Il titolo del progetto prende il nome da un cinema, il Cinema Impero, appunto, collocato nel centro di Asmara, costruito nel 1937. Si tratta di un’architettura art déco, matrice del Razionalismo Italiano, il cui nome ne connota in maniera evidente forma, contenuto e funzione. Ciò che mi interessa è mettere a fuoco una certa risonanza tra il ruolo che ha avuto il cinema durante il regime fascista e quello che oggi rappresenta l’Intelligenza Artificiale, un linguaggio volto a sorprendere e, al tempo stesso, pervertire e alterare la realtà, a favore di una narrazione speculativa e di convenienza. Questo principio manipolatorio è intrinseco nell’uomo, al quale va anche riconosciuto il senso di discernere, di scegliere, di restituire verità, di riposizionarsi attivamente di fronte alle narrazioni storiche e presenti, piccole o grandi. Cinema Impero è una metanarrazione che mette in dialogo differenti piani spazio-temporali e diversi elementi linguistici: materiali video provenienti dall’archivio storico dell’Istituto Luce e dall’archivio privato dell’artista, raccontati e interpretati da due voci e due intelligenze, una artificiale e una emotiva. Cinema Impero è una black box: la scatola nera che contempla il linguaggio cinematografico, quello teatrale e quello algoritmico dell’intelligenza artificiale. All’interno di questo dispositivo multipercettivo, pensato per uno spettatore alla volta, la persona, posta al centro delle macro-narrazioni, è invitata a confluire verso una prossimità calda: uno spazio di alterità intima, tra narratore e ascoltatore.

– Muna Mussie

 


Muna Mussie (Eritrea, 1978) inizia il suo percorso artistico nel 1998, formandosi e lavorando come attrice e performer con Teatrino Clandestino fino al 2001. Nel 2002 frequenta il Corso Europeo di alta formazione per l’attore, condotto da Cesare Ronconi del Teatro Valdoca, e prosegue la collaborazione come attrice fino al 2012. Dal 2001 al 2005 è parte fondante del collettivo di ricerca Open, dove, a seguito della performance opentolikemunamussie (2005), inizia a maturare il desiderio di indagare i propri modi di stare in scena. Il lavoro di Muna Mussie, tra gesto, visione e parola, indaga i linguaggi della scena, della performance e della visual arts per dare forma alla tensione che scaturisce tra differenti poli espressivi. Tra le produzioni: MadrePatria (2006), Più che piccola, media (2007), Con Permesso (2008), Ti ho sognato, ma non eri il protagonista (2009). È autrice con Flavio Favelli della collezione di abiti FFMM (2007-2009). Tra i progetti scenici internazionali: Monkey See, Monkey Do (Chapter I-II, 2011-2012). Le successive produzioni, tra cui l’installazione e performance Milite Ignoto (2015), le performance Oasi (2018), Curva (2019), Curva Cieca (2021) e PF DJ (2021), indagano le apparizioni fantasmatiche e la storia minore. Tra gli interventi oggettuali, si segnalano يونلعب il progetto Punteggiatura (2018) e የቦሎኛ ጎዳ ر Bologna St. 173. Il sole d’agosto, in alto nel cielo, batte forte (2021), mostra personale da Archive sites Milano, sui concetti di casa, cittadella, fortezza e libertà. Seguono la performance Bientôt l’été (2021) sul nomadismo mentale e erranza, e PERSONA (2022), incontro ad personam mediato dalla pratica del cucito. I recenti progetti Oblio (2022) e Oblio/Pianto del Muro (2022) introducono una ricerca sull’arte pubblica. L’azione performativa The Perfect Human from Sunrise to Sunshine (2023), dilatata lungo l’arco di una giornata, interroga l’essenza dell’essere umano oggi. Ha pubblicato il disco Curva Cieca Oblio ኩርቫ ዕውር ምርሳዕ in collaborazione con Massimo Carozzi (Xong collection – dischi d’artista, Xing 2024); PR – Public Relations (2025); Domus Feroniae (2025), mostra personale, vincitrice di Arcolaio Artprize. Il progetto Bologna St. 173, Un viaggio a ritroso, vincitore dell’Italian Council 11, 2022, ha previsto la creazione delle opere يونلعب UROBORO ኦውሮቦሮ (2024), የቦሎኛ ጎዳ ر Bologna St. 173 (2024) e NAKFA-NAKBA (2024), che sono entrate a far parte della collezione del museo MAMbo Bologna. Il suo lavoro è stato presentato ad Art Fall/PAC Ferrara, Xing/Raum e Live Arts Week Bologna, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Torino, Museo Marino Marini Firenze, Workspace Brussels, Kaaitheater Bruxelles, MAMbo Bologna, Santarcangelo Festival, Museion Bolzano, ERT Bologna, Rue d’Alger/Manifesta 2020 Marsiglia, Archive Books Milano, SAVVY Contemporary Berlino, ArteFiera Bologna, HangarBicocca Milano, Biennale Democrazia Torino, Mattatoio Roma, Sesc São Paulo, Centrale Fies Dro, Black History Month Florence, Spazio Griot Roma, Villa Romana Firenze, Mucem Marsiglia, MAXXI L’Aquila, Høstscena Festival Ålesund, OGR Torino, Musei Reali Torino, Kora Contemporary Arts Center Lecce, La Virreina Centre de la Imatge/IT Out OFF/Manifesta 2024 Barcellona, Biennale Donna XX Ferrara, AR/GE Kunst Bolzano, 24ª Esposizione Internazionale di Triennale Milano, Fondazione Malvina Menegaz, Cineteca Bologna.

 


scritto e diretto da Muna Mussie
editing video Luca Mattei
curatrice Martina Angelotti
ant(i)ropologo africanista Simao Amista
musicista Matteo Nobile
sound designer SimonLuca Laitempergher
traduttrice Susan Zuckerman

grazie a Filmon Yemane per la condivisione della tecnologia di intelligenza artificiale dedicata a persone cieche e ipovedenti

progetto sostenuto da blOOm, un network per creazioni one-on-one sviluppato da Fondazione Armunia, Primavera dei Teatri, Santarcangelo Festival, Sardegna Teatro, Triennale Milano Teatro
all’interno di LANDING, progetto sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale realizzato da Santarcangelo Festival
con il sostegno di Passage Festival, IIC Strasburgo e la co-produzione di MUCIV-Museo delle Civiltà
un ringraziamento a area Export di ATER Fondazione per il prezioso supporto

in collaborazione con Cinema Troisi, MUCIV-Museo delle Civiltà, MACRO – Museo d’arte contemporanea

Muna Mussie è presente a ST26 grazie al sostegno di SIAE

 

ph. Pietro Bertora / Santarcangelo Festival