Decolonial (Hi)stories è una serie coreografica ideata e realizzata da Betty Tchomanga / GANG, il cui lavoro va alla ricerca dei racconti e delle storie che legano l’Occidente e l’Africa. Ogni episodio affronta la storia coloniale e la sua eredità attraverso il prisma di una storia personale, di un corpo, di un’esperienza vissuta. Ogni episodio intreccia diversi fili di una storia coloniale condivisa da diversi continenti e paesi.
A Short Theatre 2026 sono due i ritratti presentati: #Mulunesh, il 5 settembre e #Dalila il 6 settembre.
Dalila Khatir è una cantante, performer e insegnante di canto che vive in Francia, dove è nata da una famiglia algerina. Ci conosciamo e lavoriamo insieme in contesti diversi da dieci anni. Come per tutte le ex colonie francesi, la storia dell’Algeria è indissolubilmente legata a quella della Francia, e viceversa. Questo ritratto adotta il punto di vista di una donna nata durante la guerra d’Algeria in una famiglia algerina emigrata in Francia. Cosa può dirci questa storia unica sul passato coloniale che lega questi due paesi?
– Betty Tchomanga
Questo assolo utilizza il corpo e la voce per evocare figure di donne “emarginate”, dalle ragazze alle nonne, dalla cantante raï Cheikha Rimitti alla “Venere ottentotta” e alle donne rivoluzionarie dell’Iran. In esso, il corpo e il volto vengono velati e svelati, lasciando spazio a una sfilata di maschere. Decolonial (Hi)stories #Dalila è una sorta di teatro di marionette che utilizza come oggetti di scena solo un tavolo, una sedia, una lampada e un videoproiettore, oscillando tra interrogatorio, confessione intima e storia di vita.
Nata nel 1989 da padre camerunese e madre francese, Betty Tchomanga si è formata al Conservatorio di Bordeaux, con Alain Gonotey della Cie Lullaby e al Centre National de Danse Contemporaine d’Angers (CNDC). Inizia la sua carriera da danzatrice nel 2009, lavorando con artistɜ quali Emmanuelle Huynh, Alain Buffard, Fanny de Chaillé, Gaël Sesboüé, Herman Diephuis, Marlene Monteiro Freitas e Nina Santes.
Parallelamente alla sua carriera artistica, prosegue gli studi letterari all’Université Paris 3 – Sorbonne Nouvelle, conseguendo un master in letteratura moderna nel 2014.
Dal 2019, Betty Tchomanga si dedica alla scrittura e alla ricerca in qualità di coreografa. I suoi lavori esplorano il concetto di trasgressione nel senso dell’andare oltre, del superare un limite, producendo forme ibride in cui i corpi si trasformano e si metamorfosano, attraverso pratiche che implicano il superamento dei limiti del corpo e della mente. È interessata alle narrazioni che legano l’Occidente e l’Africa, in particolare attraverso la storia coloniale.
Tra le sue opere: Madame (2016), Mascarades (2019), Lessons of Darkness (2022) e della serie coreografica Decolonial (Hi)stories (2023-2026). È artista associata presso Danse à tous les étages – Centro di sviluppo coreografico in Bretagna e al Théâtre de la Bastille di Parigi.
creata da Betty Tchomanga / GANG
collaborazione artistica e performance Dalila Khatir
progetto sonoro Stéphane Monteiro
realizzazione sonora Maëlan Carquet
costumi Marino Marchand in collaborazione con Betty Tchomanga
set design e oggetti di scena Betty Tchomanga in collaborazione con Vincent Blouch
produzione Marion Cachan & Florentine Busson
amministrazione Marion Le Guerroué
ph. Alain Monot