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sabato 12 | 16:00 - 19:30
La Pelanda - Teatro 2
prove aperte

ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Biglietti

Panorama Roma: Alessandra Di Lernia

Due Parole su Ulla

Alessandra Di Lernia è drammaturga e interprete, ha svolto attività di ricerca in ambito islamistico. È autrice di cinque testi: col tempo, L’anticamera, del sordo rumore delle dita, il trittico Attraverso un inverno e Speranza contro speranza, presentato in anteprima a Short Theatre nel 2019. È impegnata nella tournée del Gabbiano per la regia di Licia Lanera.

Per Panorama Roma quest’anno lavora sul testo Due Parole su Ulla (Muutama sana Ullasta) di Eeva Turunen, aprendo le porte al pubblico del suo cantiere creativo.


Muutama sana Ullasta

traduzione italiana di Delfina Sessa

Dopo essersi incarcerata nel suo appartamento, una giovane donna perde gradualmente la presa sulla realtà. La sua amicizia con una compagna di studi e sua vicina di nome Ulla acquisisce presto accenni di ossessione. Sotto le minuzie della vita quotidiana, l’autrice dipinge un ritratto universalmente della brama di amore e affetto, di ambizioni represse e sogni turbolenti. Il testo è uno studio intenso e sottilmente umoristico sul comportamento ossessivo compulsivo, ed è stato un successo immediato, ottenendo il primo premio al National Monologue Festival nel 2015.

Eeva Turunen ha debuttato nella scena teatrale finlandese nel 2014 con il suo monologo Muutama sana Ullasta. Turunen ha studiato come architetta ed è un batterista nella band Blondit Amazoonit. Come autrice, mostra accuratezza per i dettagli psicologici senza le catene del realismo, sfruttando con sicurezza una vasta gamma di espressioni linguistiche. Il primo romanzo della Turunen, Ms U Reminisces about Her So-called Relationship History, ha ricevuto il premio per la letteratura Helsingin Sanomat come miglior debutto dell’anno


studio del testo, avvicinamento alla resa scenica di Alessandra Di Lernia
con Alessandra Di Lernia
collaborazione artistica ed elaborazione imma gini Costanza Cosi
italian translation Delfina Sessa
progetto realizzato nell’ambito di Fabulamundi Playwriting Europe, co-finanziato dall’Unione Europea
produzione PAV, Short Theatre / Area06

Notes on Short Theatre 2020

Di cosa parla, nella tua lettura, questo testo?

Posso dire che parla di un incontro tra due autrici, la scrittrice finlandese del testo affidatomi, Eeva Turunen ed io che di solito resto vicina ai miei scritti come interprete e/o regista. Nelle pagine del testo della Turunen ho appuntato a margine quel che mi risuonava di mie scritture, anche con un po’ di imbarazzo, come qualcosa da scansare, da scansare soprattutto l’immediata e prima risoluzione scenica che avevo già proposto in precedenti lavori. Anche il movimento del pensiero – per quanto in una struttura drammaturgica a quadri, da me non di consueto praticata – mi ricorda un mio andamento della parola: l’inciso, il salto logico, la propensione al cambio, la possibilità di abbandonarsi al paradosso e lo scarto di registro con improvvisi precipizi lirici, buttati là. Da questo incontro con l’autrice finlandese emerge anche un interrogativo sul genere, sul margine identitario maschile femminile poco netto, mobile, che nelle mie opere è sempre assente, riferendomi io al femminismo in maniera diversa, riflettendo io sul femminismo in maniera diversa. In Due parole su Ulla, Eeva è giustamente nonchalante su questo aspetto del gender in divenire, nomade, non determinato, vi scivola o brevemente accenna in alcuni punti, non ne fa il centro del discorso, ma ai miei occhi risalta più di altro, lì è attirata l’attenzione e continua a imporsi la domanda.

Chi o cosa – di reale o immaginario, presente, passato o futuro – credi stia contribuendo al lavoro su questo testo? Possiedi un oggetto o una traccia che lo racconta?

La prima azione fisica che ho trascritto negli appunti di lavoro era inerente un’immagine sui bicchieri sparsi nella casa della donna-ossessione della protagonista. Non so ancora se ne rimarrà una memoria nel lavoro, le prove sono appena iniziate, sono ancora nella fase lettura e rilettura e rilettura del testo. L’acqua ricorre anche in una immagine bellissima dell’opera – o ai miei occhi bellissima – sulla fatica delle fontane a dare una forma interessante all’acqua.

Cosa ti immagini dirai di questo lavoro tra quindici anni? E quindici anni fa, avresti mai immaginato di farlo?

Quindici anni fa ero in Francia, pensavo al mondo arabo-islamico contemporaneo, all’Egitto, alla Siria, ai processi di acculturazione, chiusa tra la biblioteca nazionale, l’istituto del mondo arabo e i cieli bianchi di Parigi. Lungi da me immaginarmi di far teatro, ma avevo un abbonamento al Théâtre de la Ville, mi sforzavo di capire quel che stava accadendo nella danza contemporanea e cercavo di imparare a cantare gli spartiti. Non so bene cosa dirò tra quindici anni di questo lavoro, non so ancora se avrà mai una forma compiuta. Potrò forse dire che mi ha spinto a riaprire libri comprati e mai finiti anni fa, imponendomi di tornare a riflettere su questioni che avevo dato per politicamente assunte e per me interiormente risolte.