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©Veronica Cruciani

giovedì 10 | 16:00 - 19:30
La Pelanda - Teatro 2
prove aperte

ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Biglietti

Panorama Roma: Veronica Cruciani

Sacra Famiglia

Veronica Cruciani è attrice e regista. Nel 2003 Ascanio Celestini scrive per lei Le Nozze di Antigone – vincitore del premio Oddone Cappellino – di cui è interprete e regista con Arturo Cirillo. Con la Compagnia Veronica Cruciani, dal 2004, indaga sul rapporto fra memoria e drammaturgia contemporanea. Nel 2012 vince il Premio Hystrio-Anct dell’associazione dei critici italiani.

Tra le sue ultime regie: Il Ritorno di S.Pierattini (2007), La palestra di G.Scianna (2011) Peli di C.Corradi (2013), Preamleto di M. Santeramo prodotto dal Teatro di Roma e Due donne che ballano di J. M.B. i Jornet  prodotto dal Teatro Carcano di Milano (2015), La bottega del caffè di R.M. Fassbinder prodotto dallo Stabile del Friuli Venezia Giulia (2016), Quasi Grazia di Marcello Fois con Michela Murgia e Accabadora dal romanzo di M. Murgia di C.Corradi prodotto dal Teatro Donizetti e TPE – Teatro Piemonte Europa (2017). Dal 2013 al 2019 è stata direttrice artistica del Teatro Biblioteca Quarticciolo del Comune di Roma.

Per Panorama Roma quest’anno lavora sul testo Sacra Famiglia (Sagrada Familia) di Jacinto Lucas Pires, aprendo le porte del suo cantiere creativo al pubblico.


Sagrada familia

traduzione italiana di Francesca De Rosa, supervisione di Vincenzo Arsillo

Pedro e Maria sono disoccupati e il loro Figlio ha incubi sul mondo. Per risolvere questi problemi, Pedro decide di iniziare una religione. La microimpresa di famiglia diventa un successo, ma gli incubi continuano: strane pulsioni, nuove parole, immagini tirate fuori dal nulla da un Figlio senza età e senza nome. Forse la religione deve scendere sulla terra. Forse Pedro dovrebbe entrare in politica. Ci riuscirà? E che dire di Maria? E il figlio? E gli altri? E noi?

Jacinto Lucas Pires nasce a Porto nel 1974 e vive a Lisbona. È uno scrittore e un drammaturgo. A Gargalhada de Augusto Reis (La risata di Augusto Reis), il suo ultimo romanzo, è stato pubblicato da Porto Editora. Il vero attore (pubblicato negli Stati Uniti) ha vinto il DST – Distinguished Literature Award 2013 per il miglior libro pubblicato in Portogallo negli ultimi due anni. Nel 2008 Lucas Pires ha vinto il prestigioso Prémio Europa / David Mourão – Ferreira (Università di Bari, Italia / Instituto Camões, Portogallo). Negli Stati Uniti, le sue storie sono state pubblicate su San Pietroburgo Review, The Common e The Mass Review. Jacinto Lucas Pires ha scritto quattro romanzi, due raccolte di racconti e due libri di saggistica. I testi teatrali da lui scritti sono stati portati in scena da diverse compagnie come Universos e frigoríficos (1998, APA / CCB, diretto da Manuel Wiborg), Escrever, falar (2001, Lilástico, diretto da Marcos Barbosa ), Figurantes (2004, TNSJ, diretto da Ricardo Pais), Exactamente Antunes (2011, TNSJ, diretto da Cristina Carvalhal e Nuno Carinhas), Interpretação (2014, Culturgest / Mundo Perfeito, diretto da Tiago Rodrigues), Agora (2018, Ninguém, diretto da Ivo Alexandre). Suona con la band Os Quais e tiene il blog O que eugosto de bombas de gasolina. Scrive di calcio per O Jogo e si occupa di politica per Radio Renascença.


studio del testo, avvicinamento alla resa scenica di Veronica Cruciani
con Marco Foschi, Silvia Gallerano e Benedetta Calogero
traduzione italiana di Francesca De Rosa
supervisione di Vincenzo Arsillo
progetto realizzato nell’ambito di Fabulamundi Playwriting Europe, co-finanziato dall’Unione Europea
produzione PAV, Short Theatre / Area06

Notes on Short Theatre 2020

 

Di cosa parla, nella tua lettura, questo testo?

Elementi fondamentali della Sacra Famiglia sono la religione, la famiglia, la politica, il potere. Intorno a questi temi il testo apre molte domande che provocano mettono in dubbio alcune nostre certezze: possiamo ancora cambiare il mondo? Che tipo di spiritualità abbiamo oggi? In che modo possiamo migliorare le nostre vite individuali e collettive? Pedro, il protagonista, diventa un predicatore, parla di Amore e del Divino che è nella merda, che quindi c’è in tutti noi. Maria, la moglie di Pedro, è un’economista disoccupata e per il bene della sua famiglia vende anima e corpo a questo nuovo progetto religioso. I soldi crescono nel suo conto in banca ma anche un tumore al naso. Il figlio di Pedro e Maria è un bambino eccezionale, senza un nome, con molti dubbi esistenziali e visioni notturne che sembrano dargli accesso un’altra dimensione e che lo fanno assomigliare a un medium. Questa famiglia sopravvive in una precarietà molto attuale, cerca di essere felice ma non ci riesce e il finale è tragico. Non vogliono accettare di continuare a vivere come “persone da meno” e quindi si inventano una nuova religione dell’amore. Da qui a un partito politico è un passo. Infatti secondo Pedro soltanto allora quella religione apparterrà a tutti. Leggendo i discorsi di candidatura di Pedro, ho pensato alla gestualità dell’arte retorica che i politici compiono per persuadere il pubblico che diventa una sorta di coreografia. È una scena che può essere vista in TV in qualsiasi paese del mondo, a qualsiasi ora del giorno e della notte: politici che sottolineano ogni punto di discussione con un gesto deciso, mani giunte, pugni chiusi, braccia aperte. Viviamo in giorni in cui la performance stessa è diventata lo strumento dominante del potere, lo stile che preclude il contenuto reale. L’altra coppia presente nel testo è composta da Antonio, l’amico di famiglia, che finanzia il progetto, un uomo d’affari che usa il potere del denaro per ottenere sesso, e da sua moglie, disprezzata e maltrattata dal marito. Sono due coppie che non hanno nulla in comune tranne quel bambino speciale senza nome. La relazione tra i personaggi è caratterizzata da una forte tensione dovuta a modi diversi di vivere e in contrasto tra loro.

In questi giorni di lavoro a Short Theatre, il primo passo sarà quello di far emergere tutte le domande esistenziali, politiche e religiose che il testo ci pone e aprire un ragionamento, una discussione condivisa insieme agli attori. Successivamente proveremo a dare concretezza alle questioni affrontate, attraverso il corpo, la voce, la dimensione emotiva degli attori, cercando di farle emergere nella maniera più incisiva possibile. Noi artisti apprezziamo in modo particolare il lavoro che si svolge durante le prove e questo prezioso percorso non è quasi mai accessibile lo sguardo del pubblico. Per questo ritengo che l’idea di Short Theatre con Fabulamundi di programmare alcuni giorni di prove aperte sia stata un’ottima intuizione, in linea con il processo di scrittura di Sacra Famiglia, in cui il co-produttore non ha imposto all’autore un team artistico predefinito e non c’era la pressione di una data di debutto. In questo modo ha fornito all’autore il tempo per scrivere oltre che l’occasione per discutere il suo lavoro insieme al futuro regista e a diversi gruppi di attori, pagati per pensare.