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Influenzata da folk e minimalismo, Nino Gvilia canta di foreste, corpi e materie che si amano in modi inconsueti. Fa uso di nastri magnetici, field recording, voci di filosofe, una serie di strumenti bizzarri dalla texture vintage e canoni corali domandandosi anacronisticamente se le canzoni folk possano ancora veicolare contenuti sentimentali e politici agendo sul nostro desiderio. Con lei sul palco l’ensemble che ha lavorato alla realizzazione del doppio album Nicole / Overwhelmed by the Unexplained, uscito per Hive Mind Records (UK) lo scorso 8 marzo: i polistrumentisti Zevi Bordovach e Pietro Caramelli, tra harmonium, chitarre, tastiere ed elettronica, Giulia Pecora al violino e Clarissa Marino al violoncello.
Nino Gvilia è un personaggio immaginario, come quello di un libro, né più né meno. Stando a cenni biografici trovati in rete, è nata a Poti, vicino al lago di Paliastomi in Georgia, ma ha da sempre condotto una vita errante, raccontata nello pseudo film Songwriting in times of a global crisis. Essendo una finzione, Nino Gvilia è una disidentificazione esplicita compiuta dal corpo che la impersona nei confronti di un “io” scenico e digitale; un modo per sostituire la costruzione di un sé artistico coerente – imposto dal mercato culturale e dai social – con una costruzione letteraria totalmente fake.
Dietro Nino Gvilia si cela Giulia Deval, cantante e artista multimediale la cui ricerca ha attraversato diversi formati come costumi sonori, installazioni audiovisive, performance lectures e laboratori per voci e nastri magnetici ambientati in scenari fantascientifici. Interessata in particolar modo alle fabulazioni speculative e alla finzione, attraverso Nino Gvilia, Deval si interroga sui meccanismi narrativi propri del songwriting, sul loro apparente anacronismo e il loro impatto sul nostro immaginario. Il lavoro di Deval è stato presentato tra Europa e Messico in contesti come Hangar (Barcellona), BOZAR (Bruxelles), Jazzorca (Città del Messico), Punctum (Praga), OGR (Torino), NUB Project Space (Pistoia), e Lademoen Kunstnerverksteder (Trondheim).
voce, chitarra, walkman, harmonium Nino Gvilia
harmonium, tastiere, synth, flauto, voce Xavier Zevi Bordovach
chitarra, tastiera, elettronica, voce Pietro Caramelli
violino, voce Giulia Pecora
violoncello, voce Clarissa Marino
fonico Paolo Bertazzoli
presentato a Short Theatre 2024 nell’ambito del progetto Eco:frequenze, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU – PNRR Transizione Digitale Organismi Culturali e Creativi
ph. Luce Berta