10 + 11 settembre | 20:00

Teatro India – Sala B

spettacolo – danza

1h

ºº

prima nazionale

 

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Nacera Belaza

L'Echo

Romaeuropa Festival e Short Theatre 2026 uniscono nuovamente le forze per presentare in prima italiana L’Echo, l’ultima creazione della coreografa franco-algerina Nacera Belaza. Un duo che vede in scena l’artista stessa accanto a Valérie Dréville, attrice francese nota per il suo trentennale percorso nel cinema d’autore. Un incontro artistico che appare quasi naturale. Da tempo, infatti, la coreografa esplora quella zona grigia in cui si colloca il “punto di giunzione” tra la parola e il linguaggio che mette il corpo in movimento. In Valérie Dréville ha trovato una partner altrettanto attraversata dalla potenza dell’immaginazione e dalla forza di una vita interiore intensa.

Con una coerenza inalterata nel corso degli ultimi trent’anni, il lavoro di Nacera Belaza traccia un percorso creativo la cui singolarità richiama la ricerca radicale delle avanguardie degli anni Settanta. In occasione di questo incontro — avviato da MC93 — la coreografa e Valérie Dréville hanno intrapreso un nuovo lavoro centrato sul corpo come ricettacolo dell’immaginazione. Al cuore di questa esplorazione si trova il potenziale espressivo della danza, che Belaza descrive da tempo come “una parola pronunciata nel corpo”, una forza vitale che attraversa il suo percorso artistico. Tra le due si è sviluppata rapidamente una complicità istintiva, sostenuta dalla densità interiore di questa grande figura del teatro e dalla sua straordinaria capacità di incarnare la parola nel corpo. Ne è scaturito un processo di approfondimento di questa risonanza e di emersione degli echi sotterranei che legano i loro due universi artistici.

 


Nacera Belaza è nata nei pressi di Médéa, in Algeria, e vive in Francia dall’età di cinque anni. Dopo gli studi in letteratura moderna, nel 1989 fonda la propria compagnia. Danzatrice autodidatta, è guidata da un’esigenza vitale di esprimersi, di dare forma e sciogliere la complessità del suo doppio retroterra culturale. È durante l’infanzia e l’adolescenza, in segreto, che il suo linguaggio emerge spontaneamente, attingendo inizialmente da sé stessa e poi dalla letteratura. Da allora, il suo lavoro esplora il movimento in un respiro sereno, profondo e continuo, mettendo a confronto pazienza, disciplina e semplicità con il “frastuono assordante delle nostre vite”, restituendo al gesto la sua utilità esistenziale. Nel 2015 è nominata Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres e nel 2024 Officier. Nel 2008 Le Cri riceve il Prix de la révélation del Syndicat de la Critique. Nel 2017 la SACD rende omaggio alla sua carriera assegnandole il premio per la coreografia. Il suo lavoro è regolarmente presentato in Europa, Africa, Asia e Nord America. Ha inoltre fondato una cooperativa in Algeria che le consente di lavorare con continuità nel paese d’origine.

Valérie Dréville si forma al Théâtre national de Chaillot (con Antoine Vitez, Yannis Kokkos, Aurélien Recoing e Georges Aperghis) e al Conservatoire national supérieur d’art dramatique de Paris (con Viviane Théophilides, Claude Régy, Gérard Desarthe e Daniel Mesguich). Il suo percorso teatrale è segnato dall’incontro con Antoine Vitez, suo maestro a Chaillot, che la dirige in Électre, Le Soulier de satin, La Célestine e La Vie de Galilée. Entra alla Comédie-Française nel 1988, che lascia nel 1993. Interpreta Iphigénie di Racine con la regia di Yannis Kokkos. Lavora inoltre con Claude Régy in Le Criminel di Leslie Kaplan, La Terrible Voix de Satan di Gregory Motton, Quelqu’un va venir di Jon Fosse, Des couteaux dans les poules di David Harrower, Variations sur la mort di Jon Fosse, Comme un chant de David, traduzione dei salmi di Henri Meschonnic, e La Mort de Tintagiles di Maurice Maeterlinck. Per il cinema, interpreta ruoli principali in La Sentinelle, diretto da Arnaud Desplechin, e La Maladie de Sachs, diretto da Michel Deville. Interpreta inoltre Phèdre di Racine con la regia di Luc Bondy all’Odéon-Théâtre de l’Europe. Negli ultimi anni si reca regolarmente in Russia per lavorare con Anatoli Vassiliev e la sua compagnia. Médée-Matériau di Heiner Müller debutta a Mosca nel 2001 e da allora è in tournée internazionale (Parigi, Avignone, Rennes, Spagna, Italia, Grecia, Paesi Bassi, ecc.). Nel 2018 è in scena in Le Récit d’un homme inconnu, tratto dal racconto di Čechov, ancora con la regia di Anatoli Vassiliev, insieme a Sava Lolov, Stanislas Nordey e Romane Rassendren. È artista associata al Théâtre national de Strasbourg. Ha recentemente preso parte a Les Possédés ed Edelweiss con la regia di Sylvain Creuzevault, e a Liberté à Brême con la regia di Cédric Gourmelon. Sta preparando un nuovo lavoro con Jérôme Bel.

 


coreografia, luci e suono Nacera Belaza
interpretazione Nacera Belaza, Valérie Dréville
direzione di scena Christophe Renaud

produzione Compagnie Nacera Belaza; MC93–Bobigny
co-produzione Festival d’Automne à Paris; deSingel, campus des Arts, Anversa; Charleroi danse, Centre chorégraphique de la Fédération Wallonie-Bruxelles; Chaillot – Théâtre National; Théâtre Vidy-Lausanne; Mille Plateaux / CCN La Rochelle nell’ambito del dispositivo di accoglienza in residenza del Ministère de la Culture

la compagnia è sostenuta dalla Direction régionale des affaires culturelles d’Île-de-France – Ministère de la Culture; Région Île-de-France; Dance Reflections by Van Cleef & Arpels; Institut français per le tournée internazionali

in co-realizzazione con Romaeuropa Festival

 

ph. Simon Gosselin