Rivedi o riascolta qui i talk di CLASSE: un invito a studiose, pensatrici, ricercatrici, artist^, attivist^ a parlare di una parola, un oggetto, una pratica.

CLASSE è un progetto di trasmissione, di compromissione, di mescolamento e rimestamento, di pedagogie inventate e di immaginazione radicale. Non è interessato alla formazione, tende piuttosto all’informe,  promuove l’inselvatichimento di posture e pensieri, la destabilizzazione e il ripensamento dei saperi e dei loro assetti disciplinari.

Ne è nata una serie di Short Talks, brevi discorsi pubblici, prese di parola che hanno preso corpo nel public program all’interno di Short Theatre 2025.

Li trovi tutti sul canale YouTube di Short Theatre.

CLASSE | Noura Tafeche e una parola nuova

5 settembre | Mattatoio di Roma
NOURA TAFECHE E UNA PAROLA NUOVA
traduzione in LIS

Che cosa “fanno” le immagini? Che effetti produce sulla nostra psiche la violenza estetizzata, l’atrocità grafica non filtrata, l’ingiustizia inscritta nelle immagini in diretta del genocidio? Le immagini possono fare ammalare? Compiendo una ricognizione sullo spirito del tempo, Noura Tafeche conia una parola nuova per dire quello che ancora non ha nome: INIQUALGIA, che significa “ammalarsi di ingiustizia”. Depressione, affaticamento, ansia, pianto incontrollato. Chiudete gli occhi, accendiamo un fuoco e ascoltiamo la legna che arde e scoppietta nel video. Con chi guardate i vostri feed? Vi ricordate come e dove avete appreso dell’invasione dell’Ucraina il 24 febbraio 2022? Dove ci capita di vedere le immagini dei bombardamenti israeliani su Gaza, i video in bassa definizione degli sfollamenti in Sudan, delle proteste a Port–au-Prince?

6 settembre | Accademia di Belle Arti di Roma
DAVIDE TIDONI E IL CANTO NO-TAV

Cosa scopriamo quando guardiamo alle lotte ascoltandone canti e cori? Che relazione esiste tra pratica politica, suono e dimensione sociale del canto? Come la voce e le parole diventano atti di protesta? Attraverso registrazioni ambientali, interviste, analisi dei testi, reintepretazioni musicali, Davide Tidoni attraversa i momenti cruciali e le trasformazioni del movimento No Tav, guidandoci in un ascolto che lascia che siano le voci di chi lo ha vissuto a raccontare uno dei laboratori politici di militanza più vivi e radicali dell’Italia degli ultimi vent’anni.

7 settembre | Mattatoio di Roma
ALBERTO CORTÉS E LE NOTTI DELLE MARICAS ANDALUSE

Il romantico fantasma evocato da Alberto Cortés nelle notti delle maricas andaluse appare nuovamente al pubblico per cantare le sue poesie, dopo essere comparso sul palco dello spettacolo “Analphabet”.  Alberto Cortés riattraversa i temi dell’amore, della passione e della violenza nelle relazioni omosessuali trattati nel suo spettacolo, leggendo testi tratti dai volumi Los montes tuyos (2022) e Siempre vengo de noche (2024). Una lettura intensa che approfondisce la dimensione poetica nel lavoro scenico di Cortès, in una drammaturgia emotiva e acustica, capace di narrare l’intangibile ed evocare paesaggi attraverso la parola e il suo suono.

Bojana Kunst parla al microfono durante la talk Bojana Kunst e il lato oscuro dell'arte

8 settembre | Mattatoio di Roma 
BOJANA KUNST E IL LATO OSCURO DELL’ARTE

Come continuare quando tutto va a pezzi? A partire dalle immagini dell’artista palestinese Raeda Saadeh, Kunst insiste sulla prospettiva femminista del potere come capacità, che non dipende dal riconoscimento istituzionale o dalla visibilità rappresentativa, ma sorge dall’autonomia corporea, dalle pratiche di cura, dalla creatività e dall’azione collettiva. Cosa significa oggi persistere nel lavoro artistico, quando le vite e il lavoro dellɜ artistɜ sono sempre più plasmati dalla precarietà e dalla delegittimazione? Muovendosi tra  teorie e pratiche artistiche femministe, Kunst illumina i retroscena del lavoro artistico: invisibilizzazione, autosfruttamento, messa al lavoro degli affetti, conflitti di egemonia culturale. Oltre la malinconia della perdita e dell’esaurimento, bisogna nutrire la potenzialità di rimanere e persistere ostinate nell’intermezzo.

9 settembre | Mattatoio di Roma
SILVIA FANTI E I BUCHI BIANCHI

Silvia Fanti guida questa ricreazione pensata come un flusso da ascoltare. I buchi bianchi sono i venti dischi che compongono XONG collection – artist records, progetto editoriale curato da XING nel quale è stato chiesto ad artistɜ attivɜ nella performing arts di pensare allo “spazio del disco” come scena su cui focalizzare e amplificare la propria poetica in forma di fenomeno sonico e fisico. Esperimento d’ascolto e di autorialità che si inscrive in altri media oltre il corpo e la parola, Xong è una collana di “Musica-Non-Musica” per attualizzare l’immaginazione, e una rassegna che non documenta ma inventa una forma propria di storicizzazione dei percorsi artistici sondati da XING, solidificando gesti e depositandoli nel suono. 

Liryc Dela Cruz parla al microfono durante la tal Liryc Dela Curz e la tenerezza dei monsoni

10 settembre | Mattatoio di Roma
LIRYC DELA CRUZ E LA TENEREZZA DEI MONSONI

Un racconto intimo e poetico che si snoda tra proiezione di frammenti tratti dai propri film e cortometraggi, in un archivio emotivo e visuale – Liryc Dela Cruz attraversa il tempo atmosferico dentro cui è cresciuto, nelle Filippine meridionali, agitato da tempeste, monsoni e piogge torrenziali che diventano stati affettivi condivisi. Nella sua ricerca sulle condizione dei lavoratori e lavoratrici filippini in Europa o sugli effetti dei cicloni o delle attività estrattive, emergono tempeste d’amore, di migrazione, di perdita e di collettività fugaci che si ricostruiscono in spazi provvisori oltre i confini.

11 settembre | Mattatoio di Roma
MARTA MALO E LE RIVOLTE DELLA CURA

In un presente segnato da grandi crisi interconnesse tra loro – ambientale, sociale, energetica, tecnologica, migratoria, delle risorse – sentiamo di attraversare una soglia storica che ancora non sappiamo dove ci condurrà. Di fronte alla riorganizzazione neofascista che avanza a livello globale, Marta Malo propone una chiave di lettura femminista e un invito a coltivare una “pedagogia della speranza”, per far fronte alle spinte reazionarie che erodono diritti e spazi di vita. In questo quadro le “cure” rappresentano un insieme di pratiche da ri-politicizzare, come indicato dalle voci delle antenate dei popoli originari, dai femminismi degli anni Settanta e dalle maree transfemministe degli ultimi anni. Forme del vivere collettivo che segnano la condizione costitutiva di vulnerabilità e interdipendenza, ma anche un’apertura verso l’alterità che ci aiuta a resistere all’alienazione.

12 settembre | Matatatoio di Roma
ANTONELLA ANEDDA E LA PASSIONE PER LA METEROLOGIA
traduzione il LIS

Sono comparsi sciami di falene in viaggio verso il mare – in una lecture potentissima, Antonella Anedda condivide la sua ossessione per la meteorologia, una passione per l’importanza dei fenomeni e il loro continuo cangiare. Un collage di atmosfere, un comporsi e disfarsi di materie che plasma il nostro fare artistico e il nostro essere nel mondo. Attraverso le immagini delle artiste Tacita Dean, Roni Horn, Maria Lai, Nancy Holt e le parole di Emily Bronte, Emily Dickinson, Marianne More, Anne Carson ed Elisabeth Bishop, Anedda dipana i fili di un’indagine ancora incerta e mutevole come le nuvole, muovendosi tra fragilità e necessità di durare. Noi siamo il tempo atmosferico.

CLASSE | Roberto Esposito e la macchina metafisica del fascismo

13 settembre | Palazzo dei Congressi
ROBERTO ESPOSITO E LA MACCHINA METAFISICA DEL FASCISMO
Siamo veramente antifasciste/i, veramente non-fasciste/i? Che cos’è allora questa pulsione che ci attira tanto in ciò che insieme ci respinge? Che cos’è che riaffiora? Roberto Esposito rompe alcuni luoghi comuni che si sono imposti nella lettura storica e politica del fascismo e che ci impediscono di vedere meglio, e di generare anticorpi. Sostenere che tra cultura e fascismo ci sia stato un abisso incolmabile, che i fascismi non abbiano prodotto specificità culturali, sistemi di pensiero, visioni del mondo, dello spazio e del corpo, macchine del consenso, narrazioni  e miti oscura la decisiva relazione tra estetica ed politica, che contribuisce a spiegare la persistenza dei fascismi. Bisogna riuscire a guardare là dove non vogliamo, in quel luogo scandaloso che segna la prossimità tra il fascismo e noi.

14 settembre | Palazzo dei Congressi
FEDERICA GIARDINI E LE COSMI|POLITICHE

“Cosmi|politiche” perché il modo in cui concepiamo il cosmo trasforma come immaginiamo la vita e le relazioni tra umano e più-che-umano. In un viaggio in tre tappe che si muove liberamente tra filosofia della scienza, narrativa fantascientifica e storia rivoluzionaria, Federica Giardini attraversa diverse immaginazioni del cosmo connettendo figure apparentemente distanti tra loro. Dalla disobbedienza filosofica di Isabelle Stengers, all’utopia cosmico-rivoluzionaria del Cobol Pongite e la scrittura fantascientifica di Liu Cixin, fino alla deviazione cosmica del rivoluzionario Auguste Blanqui, Giardini traccia connessioni politiche e femministe, alla ricerca di una possibile definizione del termine “cosmopolitica” che ci permetta di riappropriarci dell’idea di cosmo, fuori dalla narrazione coloniale e patriarcale del capitalismo multiplanetario.

CLASSE è un progetto di AREA06 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura