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Kader Attia

The Body’s Legacies, Part 2: The Postcolonial Body

biglietto giornaliero 15€ - 12€ (under 30 - over 60)

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6  settembre | h 18 – 24
7 settembre | h 16:30 – 24
WeGil – Salotto
installazione video
42′

In programma anche alla Pelanda
10-11 settembre | h 20- 24
Galleria (ingresso gratuito)


In francese con sottotitoli in italiano e in inglese
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Con il suo film The Body’s Legacies, Part 2: The Postcolonial Body, Kader Attia guarda dentro il concetto di corpo «razzializzato» nelle società occidentale illuminandone quei tratti che gli vengono attribuiti dall’esterno. Sia che venga considerato come particolarmente forte, che venga sessualizzato o che venga messo sotto controllo in strutture capitaliste abitative di lavoro sociale e pesante, esso appare in quanto rappresentazione dell’ “Altro”, come parte di una narrazione che può risalire ai tempi del colonialismo e della propaganda imperialista. Le interviste a uno studioso, a un attivista e a due operatori del settore culturale in Francia esplorano in quali modi tali idee e valori, radicati nell’ideologia colonialista di secoli fa, sono ancora in gioco addirittura nei paesi e nelle metropoli più progressiste e liberali – almeno apparentemente. Non è solamente il caso del giovane migrante franco-congolese, il quale è stato vittima della violenza della polizia, così come viene mostrato nel film, a rivelare la misura in cui i corpi «razzializzati» sono ancora assoggettati al controllo attraverso la violenza fisica: essi sono anche perseguitati da strutture astratte che governano parte della nostra vita quotidiana e della percezione della società.

Kader Attia è cresciuto tra Parigi e l’Algeria. Ha studiato alla École Supérieure des Arts Appliqués Duperré e alla École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs; a Barcellona al Centre d’Arti Disseny. Ha poi vissuto molti anni in Congo e Sud America.
L’esperienza di vivere tra culture differenti, le cui storie nel corso dei secoli sono state caratterizzate da grandi tradizioni commerciali, colonialismo e società multi-etniche, ha incoraggiato l’approccio interculturale e interdisciplinare della ricerca di Kader Attia. Per molti anni ha esplorato la prospettiva che le società assumono riguardo la loro storia, soprattutto in considerazione di esperienze di deprivazione e soppressione, violenza e perdita, e di come ciò influenzi l’evolversi delle nazioni e degli individui.
L’opera di Kader Attia è stata esposta in manifestazioni e biennali quali la 12th Shanghai Biennial; la 57th Biennale di Venezia; Met Breuer, New York; Kunsthalle Wien; MoMA, New York; Tate Modern, London; Centre Pompidou a Parigi, o al Solomon R. Guggenheim Museum, New York – solo per nominarne alcune.
Nel 2016 Kader Attia ha vinto il Marcel Duchamp Prize, seguito nel 2017 dal Premio della Fondazione Mirò, Barcellona e il Yanghyun Art Prize a Seoul.

 

Il biglietto di ingresso a WeGil è unico e giornaliero fino ad esaurimento posti delle sale


www.kaderattia.de


courtesy of the artist, Galerie Nagel Draxler and Lehmann Maupin
in collaborazione con la Francia in Scena, stagione artistica dell’Institut français Italia / Ambasciata di Francia in Italia