15 settembre | h 21.30
16 settembre | h 22.00
Teatro India – Arena
danza
1h 25′

11€ / 8€ ridotto + d.p.

Mette Ingvartsen

The Dancing Public

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Stasera, è per ballare.
Stasera, balleremo.

La folla in movimento per le strade è da sempre considerata sospetta, come racconta la storia della danza connessa a follia e mania. Eppure, esplosioni estatiche di danze implacabili, sussulti, convulsioni corporee e gesti incontrollabili non hanno mai smesso di diffondersi, crescendo e pulsando in un movimento di massa. Evocando le maratone di ballo degli anni ’30 negli Stati Uniti e le coreomanie medioevali, Mette Ingvartsen esplora il ballo nello spazio pubblico, l’estasi del movimento in un assembramento all’indomani della pandemia: movimenti che, implacabili e incontrollabili, si diffondono come un contagio. The Dancing Public fa esplodere l’isolamento che ha caratterizzato i due anni appena passati con un’intensa miscela di movimenti inarrestabili, musica incessante, ritmi frenetici di parole e canti.
Un fenomeno sociale, una celebrazione, un concerto di spoken word, una frenesia fisica che porta allo scatenamento, un invito a una danza maniacale, un rito magico di liberazione collettiva. Un solo che allude alla domanda: può una danza dirottare e rimescolare il corpus sociale di chi assiste allo spettacolo? Cos’è questo bisogno di eccesso di movimento che sentiamo nei nostri corpi? Siamo pront_ a lasciarci inebriare ancora?

 


 

Mette Ingvartsen è una coreografa e danzatrice danese. Il suo lavoro è caratterizzato dall’ibridità e si impegna a estendere le pratiche coreografiche combinando danza e movimento con altri domini come le arti visive, la tecnologia, il linguaggio e la teoria. Ha fondato la sua compagnia nel 2003 ed è stata artista in residenza al Kaaitheater di Bruxelles, Volksbühne a Berlino, nonché associata alla rete APAP. Un filone importante del suo lavoro è stato sviluppato a partire da The Artificial Nature Series (2009—2012), incentrata sulla riconfigurazione delle relazioni tra agenti umani e non umani attraverso la coreografia, e con The Red Pieces (2014—2017) una serie incentrata sulla nudità, la sessualità e il corpo come luogo di lotte politiche. Negli ultimi anni, ha debuttato con Moving in Concert (2019) e The Life Work (2021).

 


idea e performance Mette Ingvartsen
disegno luci Minna Tiikkainen
disegno scenico Mette Ingvartsen e Minna Tiikkainen
arrangiamenti musicali Mette Ingvartsen e Anne van de Star
costumi Jennifer Defays
drammaturgia Bojana Cvejić
direzione tecnica Hans Meijer
tecnica del suono Anne van de Star
organizzazione Ruth Collier
produzione e amministrazione Joey Ng
musica Affkt feat. SutjaGutierrez, Scanner, Radio Boy, LCC, VII Circle, Kangding Ray, Paula Temple, Ron Morelli, Valanx, Anne van de Star
produzione Great Investment vzw
supportato da the Fondation d’entreprise Hermès nella cornice di the New Settings Program, Bikubenfonden
co-produzione PACT Zollverein (Essen), Kaaitheater (Brussels), Festival d’Automne (Paris), Tanzquartier (Vienna), SPRING Performing Arts Festival (Utrecht), Kunstencentrum Vooruit (Ghent), Les Hivernalles (Avignon), Charleroi danse centre chorégraphique de Wallonie–Bruxelles, NEXT festival, Dansens Hus Oslo
residenza Kunstencentrum Buda (Kortrijk)
finanziato da The Flemish Authorities, The Danish Arts Council & The Flemish Community Commission (VGC)

con il supporto di IN Italia

ph. Marc Domage