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©manuela e luisa

martedì 8 | 16:00 - 19:30
La Pelanda - Teatro 2
prove aperte

ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Biglietti

Panorama Roma: Manuela Cherubini & Luisa Merloni

L'eurocommissario

“Ci conosciamo un sacco di tempo fa, le date non hanno importanza, quel che c’è da sapere è che eravamo piccine e con in testa il chiodo fisso del teatro. Luisa voleva diventare attrice, Manuela regista, e allora ci siamo messe insieme a fare il teatro. Abbiamo imparato l’una dall’altra e insieme da tutto e da tutti quelli che ci capitavano a tiro: abbiamo scritto, diretto, interpretato, scenografato, illuminato, curato spazi per fare prove e andare in scena. Abbiamo sempre amato molto le parole e da quelle abbiamo iniziato: da Henry James abbiamo tratto il nostro primo lavoro, poi Raymond Queneau ed è lì che abbiamo scoperto che dovevamo darci un nome e farci carico di tutta una serie d’incombenze burocratico-amministrative che nessuna di noi due ha mai amato: fondiamo Psicopompo Teatro, per gioco e per necessità. Peschiamo questo nome da Piccola cosmogonia portatile di Queneau: ci piace cosa significa, traghettatore di anime, qualcuno che non sta fermo, che attraversa soglie e i confini ci piacciono, ci appaiono molto più ricchi dei territori in sé e non ci va di scegliere un posto fisso dove stare. E poi ci fa ridere il suono della parola. Psicopompo Teatro diventa il luogo delle nostre sperimentazioni insieme, mentre continuiamo a studiare e incontrare, a volte insieme, a volte ognuna per conto suo, ma tutto ciò che sperimentiamo entra nel lavoro comune.

Ci apriamo a collaborazioni, ci allarghiamo: attraversiamo Werner Schwab e Anna Banti sperimentando modalità di lavoro, cercando di dar forma ad un linguaggio scenico che ci corrisponda. Incontriamo la drammaturgia contemporanea: Juan Mayorga, Rafael Spregelburd, Javier Daulte, Daniel Veronese, Elfriede Jelinek e ci portiamo a casa due premi Ubu.”

Per Panorama Roma quest’anno lavorano sul testo L’eurocommissario (De Eurocommissaris) di Joan Nederlof, aprendo le porte del loro cantiere creativo al pubblico.


De Eurocommissaris

«Alcuni anni fa, mi sono resa conta di sapere molto poco sull’Unione Europea. Mi è sembrato strano considerando l’importanza e il potere di Bruxelles. Così ho fatto delle ricerche e fatto un piccolo spettacolo sull’UE e un immaginario commissario europeo olandese. Dopo averlo scritto, ho capito che il mio monologo è nato interamente dal mio punto di vista, che è spiccatamente olandese. È possibile un’Europa democratica se, inconsciamente, rimaniamo così rabbiosamente nazionalisti?» (Joan Nederlof)

In De Eurocommissaris, un commissario europeo immaginario, Charlotte Hajenius, accompagna il pubblico in un viaggio divertente attraverso i suoi pensieri e le sue tribolazioni. Il sogno di un’Europa unita e democratica è possibile anche se gli Stati membri mettono costantemente al primo posto la propria agenda? Charlotte Hajenius offre al pubblico uno sguardo sull’inaccessibile politica e sui valori contrastanti dell’Europa.

Joan Nederlof (1962) è un’attrice, una drammaturga e una scenografa olandese. Si è laureata nel 1985 presso la Toneelschool Amsterdam e successivamente ha fondato la compagnia teatrale Mugmetdegoudentand (“Mug”), insieme a Marcel Musters. Si è esibita in molte delle produzioni della compagnia, come Lost in Hotel Paradise e Onder Controle, che è stato selezionato per il festival olandese di teatro nel 1995, incoronandolo così come una delle migliori esibizioni nei Paesi Bassi di quell’anno.

Dal 1997 scrive principalmente per la televisione. Insieme al regista Peter Kramer, ha creato 36 episodi della serie drammatica Hertenkamp, in cui ha anche interpretato uno dei personaggi principali, Grace Keeley, vincendo numerosi e prestigiosi premi nazionali. Successivamente, ha creato e scritto la serie televisiva De Koekoeksclub. Nel 2005 è tornata sul palcoscenico, interpretando un’opera teatrale di cui è anche autrice, Brünnhilde 40+, che ha ricevuto molti elogi sia dal pubblico che dalla stampa. Nel 2006, si è esibita nella seconda opera teatrale da lei scritta, Quality Time, selezionata per il Festival del Teatro Olandese del 2006.

Nel 2014 Nederlof ha iniziato a lavorare a una trilogia di monologhi, scritti e interpretati da lei. Ad oggi sono stati messi in scena i primi due: Sinaasappelstraat e De Eurocommissaris.


studio del testo, avvicinamento alla resa scenica Manuela Cherubini e Luisa Merloni
con Manuela Cherubini e Luisa Merloni
progetto realizzato nell’ambito di Fabulamundi Playwriting Europe, co-finanziato dall’Unione Europea
produzione PAV, Short Theatre / Area06

Notes on Short Theatre 2020

Di cosa parla, nella tua lettura, questo testo?

L’Eurocommissario, di Joan Nederlof, è il testo su cui ci è stato chiesto di lavorare. Un monologo di un’autrice/attrice olandese. Il titolo rappresenta già il nocciolo del contenuto: si parla d’istituzioni europee, di conflitto fra nazionalismi e interessi comuni, dell’artificialità delle costruzioni e delle narrazioni messe in atto per affrontare il conflitto fra interesse particolare e generale. Attualità. È molto difficile affrontare in teatro l’attualità.

Chi o cosa – di reale o immaginario, presente, passato o futuro – credi stia contribuendo al lavoro su questo testo? Possiedi un oggetto o una traccia che lo racconta?

Come è cambiata la relazione fra i il tuo lavoro e la città di Roma in questi ultimi quindici anni? Cosa ti auguri per i prossimi quindici?

Manuela Negli ultimi 15 anni a Roma, devo dire che ci sono stata abbastanza poco, a parte l’esperienza lunga ed esaltante di Bizzarra nel 2010. Ma, già dagli anni precedenti, avevo cominciato a lavorare fuori. Una cosa che però mi sento di dire è che rispetto a quando lavoravo di più a Roma, il dialogo fra teatro indipendente, dove sono nata e cresciuta, e le istituzioni, le quali dovrebbero raccogliere le istanze e la ricchezza che nasce nell’ambiente indipendente, lo sento più difficile. Quindi forse quello che mi auguro è, intanto, di starci di più nella mia città nei prossimi 15 anni, che amo e odio come tutti i romani, e, poi mi auguro che questo dialogo possa essere più ricco e più intenso.

Luisa È brutto dire “Sono d’accordo?” Io non ho lavorato così tanto fuori, ho lavorato invece tanto a Roma quindi ne ho visto proprio passo passo tutti i cambiamenti. Secondo me, sì, c’è stata una progressiva crescita delle varie difficoltà per gli artisti indipendenti e allo stesso tempo questo ci ha aiutato, in qualche modo, a riconoscerci anche un ruolo, da soli e fra di noi. Quindi avere una sorta di rete che è sempre molto viva. Sicuramente per il futuro uno si augura un dialogo più vivo, più costante, proprio più felice.