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©AndreaMacchia

venerdì 11 | 17:00 + 19:00
La Pelanda - Teatro 1
teatro
1 h

10€ - 7€ (under 30 - over 60) + 1€ d.p.
Biglietti

Paola Rota + Simonetta Solder + Teho Teardo

Illegal Helpers

Illegal Helpers è un testo teatrale composto da interviste e dialoghi che Maxi Obexer ha registrato in 4 diversi paesi europei. Gli intervistati aiutano i migranti e i richiedenti asilo, li salvano dalla deportazione, offrono loro protezione e alloggio o li aiutano a passare il confine.
Alcuni sono già stati condannati, altri mettono a repentaglio il loro lavoro e la loro esistenza. Nel testo s’indagano le motivazioni profonde, le difficoltà, le paure, le sconfitte.
Sono voci, testimonianze, necessariamente anonime, che pongono una domanda etica: cosa faremmo noi al loro posto? La tesi a cui arriva l’autrice è piuttosto dura: siamo in guerra ed è in corso un genocidio. Possiamo anche fare finta di niente, dall’alto della nostra fortezza Europa ma ci siamo in mezzo. E se personalmente non facciamo nulla diventiamo complici.
Siamo oberati di informazioni ma nonostante, anzi forse a causa dell’eccesso di informazione, siamo annichiliti, immobilizzati sui nostri divani a guardare immagini e sentire notizie a cui siamo anestetizzati. Le informazioni non diventano mai conoscenza, non avvicinano, allontanano, alienano.
Il testo spinge all’azione: uscire dal mondo dell’informazione è possibile se si comincia ad agire.

Paola Rota lavora come attrice in teatro con vari registi tra cui Gabriele Vacis, Elio De Capitani, Ferdinando Bruni, Giampiero Solari, e in cinema con Carlo Mazzacurati, Matteo Garrone, Eugenio Cappuccio. Lavora come regista in prosa dirigendo vari spettacoli prodotti dal Teatro Stabile di Torino, dalla Biennale di Venezia, dal Teatro dell’Elfo di Milano, dedicandosi soprattutto a testi di autori contemporanei. Nel 2005 incontra Luca Ronconi alla Scuola di perfezionamento di regia di Santa Cristina. È regista collaboratrice dei suoi spettacoli Troilo e Cressida e Lo specchio del diavolo, e suo aiuto regista nella Turandot di Puccini. Dal 2008 collabora con Mario Martone. È regista di Due Partite di Cristina Comencini, Mameloschn Lingua Madre di Sascha Salzmann, all’interno del progetto Fabulamundi, Winston versus Churchill con Giuseppe Battiston.
Simonetta Solder, attrice/ traduttrice, italo/austriaca. Dopo aver conseguito il Diploma come interprete/traduttrice di tedesco lavora come dialogue-coach nelle coproduzioni Tv italo/tedesche. Studia a Vienna con Maresa Hoerbiger e UweFalkenbach si trasferisce negli Stati Uniti e studia all’HB e a Chicago allo SteppenwolfTheatre. In teatro lavora con G.Pressburger,IsraelHorovitz e F. Comencini. Fa parte della Compagnia Horovitz- Paciotto. Traduce “Lebensraum” e “I peccati della madre” di IsraelHorovitz. Per il Gruppo Rep, partecipa alla traduzione e adattamento di “One Man twoGuvners” di R.Bean, spettacolo diretto da P. Favino /Sassanelli. Fra i registi con i quali ha lavorato in Tv/Cinema: Giacomo Campiotti, Giacomo Battiato, Riccardo Milani, Marco Tullio Giordana, Ivan Cotroneo. Spesso coinvolta in produzioni internazionali e/o tedesche in uscita quest’anno la serie Tv “Heirs of Night” di Diederik Van Rooijen. Al momento collabora con Manuela Cherubini e Gaia Saitta al progetto “Burning Play”.
Teho Teardo nasce a Pordenone. Compositore, musicista e sound designer. Rilevante è il suo impegno nel mondo del cinema, realizza colonne sonore per i più importanti registi italiani: Gabriele Salvatores, Paolo Sorrentino, Andrea Molaioli, Guido Chiesa, Daniele Vicari, Claudio Cupellini. Con l’attore Elio Germano realizza lo spettacolo Viaggio al termine della notte, tratto dal capolavoro di Cèline. Dal 2012 collabora con il fotografo Charles Freger con cui allestisce Music for a Wilder man. Collabora oramai da anni con il cantante Blixa Bargeld (Einstuerzende Neubauten) e con il drammaturgo irlandese Enda Walsh per il quale compone le musiche di Ballyturk (National Theatre). Fra i premi vinti: David di Donatello, Ciak d’Oro, Premio Ennio Morricone e il The Golden Arena.

di Maxi Obexer
progetto di Paola Rota, Simonetta Solder, Teho Teardo
voci registrate Luigi Diberti, Luigi Di Majo, Pietro Faiella, Silvia Gallerano, Giorgio Marchesi, Orietta Notari, Irene Petris, Francesco Bolo Rossini
allestimento scenico Andrea Violato
traduzione Sonia Antinori
produzione Festival delle Colline TorinesiTorino Creazione Contemporanea, TPE (Teatro Piemonte Europa), PAV/Fabulamundi Playwriting EuropeBeyond Borders
© Fabio Lovino

Notes on Short Theatre 2020

Di cos’altro parla questo tuo lavoro, oltre ciò di cui racconti nella sinossi?

Teho Quando ho iniziato a suonare in un gruppo guardavo alle alpi sapendo che oltre c’era l’Europa e ho sempre desiderato scappare. E l’ho fatto suonando.
Non avevo nessun dramma da cui fuggire, ma il desiderio di costruire una vita che fosse il più possibile vicina a quanto andavo cercando con la musica.
Dovrebbe bastare per potersi muovere liberamente oltre i confini.
Ciò che per noi poteva essere solo un privilegio per altri è una questione di vita o di morte, non abbiamo scuse quando guardiamo le montagne.

Chi o cosa – di reale o immaginario, presente, passato o futuro – credi abbia contribuito al nascere di questo lavoro?

Paola Esiste una possibilità di scelta di fronte a una catastrofe umana. Ci sentiamo spettatori di un evento che sembra renderci impotenti, ma forse sentirsi impotenti è una scusa. Siamo di fronte a una scelta che ci può riportare a una dimensione di umanità meno paradossale. Siamo potenti.

Simonetta Da friulana e austriaca mi riconosco nella montagna, c’è un punto in cui i tre paesi s’incontrano e accedi all’ Europa dell’est. Da bambina quando ci avvicinavamo al confine avevo l’impressione che saremmo andati a sbattere contro le Alpi, Bisognava scavalcarle, passare la frontiera per arrivare dall’altra parte. Avevamo sempre un lieve senso di colpa, come se l’avessimo scampata forse perché la macchina era piena di cibo italiano. Io fantasticavo su cosa ci fosse in quelle montagne, oltre a nascondere il krampus e custodire i fantasmi e le trincee della grande guerra. Leggendo Illegal ho ripensato a quei boschi, che di notte si rianimano, al racconto ho associato i volti e il rifugiato ha preso le sembianze delle nostre amiche nigeriane dell’esquilino. Il salotto di Lukas è la vetrina zeppa di tv del negozio di piazza Vittorio dove scorrono le immagini del tg e noi acceleriamo il passo per uscire e tutto è diventato reale. Ma soprattutto penso di essermi fermata per chiedermi cosa sono diventata.

Cosa ti immagini dirai di questo lavoro tra quindici anni? E quindici anni fa, avresti mai immaginato di farlo?

Paola e Simonetta e Teho Tra quindici anni vorremmo non fosse così attuale, vorremmo pensare che è un reperto di un mondo che non esiste più. Questo spettacolo è un incontro tra tre persone e un testo, un tema, quindici anni fa non sarebbe potuto esistere.