3 settembre | h 20
Teatro Argentina

reading poetico
+ talk


Reading in inglese con sovratitoli in italiano - traduzioni di Lorenzo Mari con la supervisione di Justin Randolph Thompson,

Talk in inglese con traduzione consecutiva in italiano

Ingresso gratuito con prenotazione

Fred Moten

Anteprima Short Theatre 2023 - Radical Sympathy

Se vuoi ascoltare l’audiodescrizione di questa pagina clicca qui.


Sounding the Open Secret

 

Ho deciso che ciò che voglio dire è subordinato al suono, subordinato a una sorta di sentimento, un contenuto che solo quel suono può fornire.
Fred Moten

Poeta e filosofo della Nerezza, Fred Moten è uno də pensatorə statunitensi più influenti della sua generazione. Con la sua parola ha creato nuovi spazi per le forme emergenti di estetica, produzione culturale e vita sociale nera, occupandosi di storia dell’oppressione sistematica, questioni della razza e forme di resistenza.
Moten arriva a Roma con un recital pensato per Short Theatre, che riattraversa la sua lunga produzione poetica. Il linguaggio della poesia e la sua ricercata opacità al limite del rumore, sfidano le convenzioni poetiche tradizionali, subordinando il semantico al suono, procedendo per transizioni istantanee tra diversi registri. Il suo impegno deliberato per una poetica musicale in quanto forma politica, si manifesta in una scrittura popolata di voci, immagini di aggregazione, luoghi geografici e individui nominati, che si assemblano in una collettività non specificata e continuamente ricostituita. La sua produzione vive di una dinamica di fertili interscambi che vedono la poesia intrisa di allusioni storiche e questioni filosofiche e la ricerca teorica di un acceso lirismo.
Nel recital poetico Sounding the Open Secret, Fred Moten mette in voce una parola che accade nel riverbero acustico e da lì si dispone a un segreto aperto, ai margini del senso.

 

Segue

Il diritto di amare il rifiuto: Moten e le politiche della poetica

Fred Moten in dialogo con Mackda Ghebremariam Tesfau’ e Justin Randolph Thompson
Traduzione consecutiva a cura di Sylvia De Fanti

 

Voce importante nel panorama dei Black Studies, Fred Moten nel suo lavoro fonde l’impegno politico attorno alla Blackness come fuggitività e rifiuto, e le forme e le funzioni dell’arte. Attraverso questa pratica politico-poetica capace di disturbare il linguaggio, Moten ha coniato e risignificato termini divenuti di uso comune negli spazi di riflessione critica sociale e culturale.
Il dialogo colloca Moten in conversazione con due figure impegnate nel dibattito e nella produzione culturale Nera in Italia. Mackda Ghebremariam Tesfau’, ricercatrice e attivista, utilizza una prospettiva antirazzista di trasformazione sociale in relazione all’istruzione, alla diffusione di narrazioni marginalizzate e alle lotte intersezionali. Justin Randolph Thompson, artista, co-fondatore e direttore di Black History Month Florence e di The Recovery Plan, utilizza la prospettiva della produzione artistica contemporanea per abbracciare nuovi modelli che mettano al centro le storie e le culture delle persone di origine africana in Italia.
Nella conversazione saranno affrontati il carattere eccedente della Nerezza rispetto a una prospettiva di resistenza al razzismo strutturale e la sua capacità di produrre forme di evasione psico-spirituali a partire da una fuggitività semantica. Nerezza che Moten discute non in quanto identità razziale, ma come possibilità di rifiuto, autonomia e autodeterminazione, condizione per una trasformazione radicale lungo l’intero spettro sociale.

Puoi ripercorrere il talk Il diritto di amare il rifiuto qui o sul canale YouTube di Short Theatre.


L’anteprima di Short Theatre 2023 prosegue con un Opening Party a EXP, uno dei luoghi della città in cui arte contemporanea e vita notturna s’incontrano quotidianamente. per entrare nell’onda lunga dei giorni che verranno insieme al dj BLCKEBY e la special guest della serata, la dj marsigliese Mystique.


Fred Moten è un teorico culturale, critico letterario e poeta statunitense, è stato professore di inglese e di studi afroamericani presso l’Università della California, Riverside, prima di trasferirsi alla New York University nel 2018. Il suo lavoro combina teoria politica, estetica e filosofia con cui esplora forme di dominazione sistemica, classe e potere. La sua prosa è caratterizzata da uno stile sperimentale e da una sensibilità artistica che rompe i confini tra i generi. Scrive numerosi libri di poesia e critica, tra cui In the Break: The Aesthetics of the Black Radical Tradition (2003); Hughson’s Tavern (2009); B. Jenkins (2010); The Feel Trio (2014), finalista al National Book Award e al Los Angeles Times Book Prize, e vincitore del California Book Award; The Little Edges, finalista al Kingsley Tufts Poetry Award (2015); The Service Porch (2016); Black and Blur: consent not to be a single being (2017); All That Beauty (2019); e Perennial Fashion Presence Falling (2023).
Black and Blur riceve la menzione d’Onore per il William Sanders Scarborough Prize della Modern Language Association e il Truman Capote Award for Literary Criticism in Memory of Newton Arvin. Il secondo volume della serie, Stolen Life: consent not to be a single being (2018) è finalista al Poetry Foundation’s Pegasus Award for Poetry Criticism. Con Stefano Harney, Moten è co-autore di The Undercommons: Fugitive Planning & Black Study (2013) pubblicato in italiano da Tamu/Archive Books (2022), A Poetics of the Undercommons (2016), e All Incomplete (2021). Moten riceve la borsa di studio Guggenheim, il Premio Stephen E. Henderson per Outstanding Achievement in Poetry by the African American Literature and Culture Society, una borsa di studio Macarthur e il premio inaugurale Roy Lichtenstein della Foundation for Contemporary Arts. Membro dell’Accademia Americana delle Arti e delle Scienze, ottiene la borsa di studio United States Artists Rockefeller Fellow. Moten è membro della Troupe di performance/cinema Moved By the Motion di WuTsang, i cui lavori sono pesentati, tra gli altri a If I Can’t Dance di Amsterdam, Tate Modern e Whitney Museum di New York.

Mackda Ghebremariam Tesfau’ è ricercatrice in Scienze Sociali e attivista. Ha ottenuto il suo dottorato presso l’Università di Padova con una tesi dal titolo Perché non li porti a casa tua? Storie di accoglienza tra rifugiati e locali, in cui analizza il razzismo e l’antirazzismo nel tentativo di spiegare la connessione tra pratiche quotidiane e sistemi di dominio. Mackda è docente a contratto presso l’Università IUAV di Venezia, Stanford Florence e NYU Florence e collaboratrice di ricerca presso l’Università degli Studi di Padova. È curatrice residente presso Centrale Fies per la borsa di residenza artistica “Agitu Ideo Gudeta”. Mackda è attivamente coinvolta nel dibattito antirazzista in Italia, in particolare nei settori dell’istruzione e della divulgazione.

Justin Randolph Thompson è un artista, facilitatore culturale ed educatore vive tra l’Italia e gli Stati Uniti dal 1999. Thompson è co-fondatore e direttore del Black History Month Florence e di The Recovery Plan. Ha ricevuto, tra gli altri, il 2022 Creative Capital Award, una borsa di ricerca per l’Italian Council nel 2020, il Louise Comfort Tiffany Award, il Franklin Furnace Fund Award e il Visual Artist Grant della Fundacion Marcelino Botin. I suoi lavori sono stati esposti in molte istituzione come il Whitney Museum of American Art, il Centro de Arte Reina Sofia e l’American Academy in Rome e sono parte di numerosi collezioni di musei come Studio Museum in Harlem, e il Museo MADRE.
La sua vita e il suo lavoro cercano di approfondire le discussioni sulla stratificazione culturale e l’arroganza della permanenza, promuovendo progetti che collegano il discorso accademico, l’attivismo sociale e le strategie di rete fai-da-te in incontri annuali e biennali, condivisione e gesti di collettività.

Lorenzo Mari vive e lavora a Bologna. Ha pubblicato alcuni libri di poesia, tra i quali il più recente è Soggetti a cancellazione (Arcipelago Itaca ed., 2022), e alcuni saggi, come Il taccuino dell’intellettuale. Disegno e narrazione nell’opera di John Berger (Mimesis, 2020). Traduce dall’inglese e dallo spagnolo, come nel caso del saggio Riot sciopero riot. Una nuova epoca di rivolte (Meltemi, 2023) di Joshua Clover e del libro di poesia Trilce di César Vallejo (Argolibri, 2021). È redattore della rivista online Pulp Magazine.


in collaborazione con Black History Month Florence

ph. Kari Orvk


È in uscita per la collana Short Books in collaborazione con NERO editions, La sonora reticenza che raccoglie la selezione di poesie che Fred Moten ha letto durante l’evento. Per informazioni e acquistare il libro online clicca qui.