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AREA06 annuncia la nuova direzione di Short Theatre

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Nel 2020 Short Theatre ha festeggiato il suo 15esimo anniversario: un anno in cui è stato necessario fare i conti con i meccanismi che governano la realtà. Quella trascorsa è stata un’edizione costruita nell’eccezionalità, in cui festival ha trovato un’ulteriore motivazione per guardare a ciò che è e alla traccia lasciata in questi anni, mettendo un punto da cui iniziare a immaginare future direzioni.

Il festival Short Theatre nasce come un gesto composito, stratificato e plurale: fondato nel 2006 dall’associazione culturale AREA06 che riuniva al suo interno associazioni, collettivi, compagnie artistiche del territorio metropolitano, promuovendo il contatto tra comunità differenti e l’emersione di temi e narrazioni sul presente.

Diretto da Fabrizio Arcuri, che insieme ad Accademia degli Artefatti lo ha ideato e realizzato dalla prima edizione, e da Francesca Corona, subentrata poi nel coordinamento e nella co-direzione, il festival ha dato vita a un territorio artistico attraverso uno sguardo multidisciplinare, internazionale e transgenerazionale, ponendo in relazione pubblici, linguaggi e contesti culturali diversi, guardando ai dispositivi innovativi per la lettura della contemporaneità. Pratica, teoria e immaginazione sono parte organica di una proposta artistica in dialogo con gli spazi della città.

Tenendo salda, nel tempo, la sua vocazione politica e sociale nel panorama culturale internazionale, Short Theatre è oggi uno dei principali festival di arti performative contemporanee, e proprio in virtù della consapevolezza dei risultati raggiunti sceglie oggi di rilanciare la sua prospettiva verso il futuro. In complicità con i soci e le socie di AREA06, si è aperta un’importante fase di riflessione sull’individuazione di una nuova direzione artistica, capace garantire e rilanciare le traiettorie intraprese sulle quali innescare processi di trasformazione.

Questo processo di rinnovamento, che chiede responsabilità civile e politica, è inteso come un gesto di immaginazione e cura. Short Theatre sceglie di farlo ponendosi una domanda radicale che non riguarda solo il cambio di una direzione artistica, ma la possibilità di un ripensamento della forma stessa di “direzione artistica”, alla ricerca di un modello articolato di progettazione culturale. Non soltanto un chi, quindi, ma anche un come.

L’ultima edizione di Short Theatre incorporava già un primo spostamento nella configurazione della direzione, con Francesca Corona impegnata nell’accompagnamento e la supervisione artistica di Short Theatre 2020 e Fabrizio Arcuri concentrato in modo specifico sulla sezione Panorama Roma, progetto da lui ideato nel 2018.

Il 2021 – a tutti gli effetti un anno di transizione, alla luce della diversa temporalità ministeriale imposta dall’emergenza sanitaria – vedrà ancora la presenza di Francesca Corona al fianco della nuova direzione, in una forma di trasmissione e avvicendamento che permetterà di portare a compimento quanto iniziato nel 2020. La nuova direzione artistica prenderà poi compiutamente forma nel triennio 2022-2024, nel contesto di una generale riconfigurazione dell’organigramma del festival.

Short Theatre individua in Piersandra Di Matteo la persona che, unendosi al gruppo di lavoro di AREA06, si occuperà della cura del progetto artistico di Short Theatre. Studiosa, dramaturg e curatrice, la più stretta collaboratrice teorica di Romeo Castellucci da oltre un decennio, Piersandra Di Matteo è figura preziosa nel campo delle arti performative, capace di tenere insieme teoria e pratica, estetica e istanze politiche.

Vincitrice nel 2014 del Premio Ubu “Miglior progetto artistico-organizzativo” per il progetto multiformato E la volpe disse al corvo, nel triennio appena trascorso Piersandra Di Matteo è stata la curatrice artistica di Atlas of Transitions Biennale, progetto “Creative Europe” per Emilia Romagna Teatro Fondazione, dedicato all’intreccio tra arte, migrazioni e comunità, esplorando pratiche partecipative collocate nella trama della vita urbana, al confine tra arte e attivismo.

Presente nelle diverse dimensioni della scena, il suo interesse è rivolto alla tessitura tra i linguaggi artistici e le pratiche che agiscono nella realtà, in una pratica radicale di assemblaggio tra pensiero teorico e pratica curatoriale: tutti motivi per cui AREA06 ritiene che possa essere la figura più adatta a raccogliere l’eredità e a rilanciare il percorso di Short Theatre.

Pensando al festival come il risultato di un atto creativo – con una propria articolazione delle temperature, una sua drammaturgia urbana, una sua ritmica – Piersandra Di Matteo si unirà a un gruppo che negli anni ha messo a punto una pratica collettiva di lavoro, di appartenenza a un progetto culturale, di prossimità a percorsi artistici che si intrecciano con l’attivismo politico e sociale. Lo stesso avvicendarsi delle due curatrici, che stanno contribuendo a riscrivere il profilo istituzionale del festival, testimonia l’importanza attribuita a scambio e cura intese come pratiche politiche e culturali che informano le estetiche.


Studiosa, dramaturg e curatrice nel campo delle arti performative, Piersandra Di Matteo si è formata negli anni Duemila a Bologna, dove ha conseguito una laurea in Lettere Moderne e un dottorato in Studi Teatrali e Cinematografici, dando avvio a un percorso stratificato dentro e intorno alla scena.

Nel triennio appena trascorso è stata la curatrice artistica di Atlas of Transitions Biennale, progetto “Creative Europe” per Emilia Romagna Teatro Fondazione, dedicato all’intreccio tra arte, migrazioni e comunità, esplorando le pratiche partecipative collocate nella trama della vita urbana, al confine tra arte e attivismo.

Attraverso le diverse dimensioni della scena e del suo farsi, il suo interesse è teso a rintracciare le possibili rifrazioni tra i linguaggi artistici e le narrazioni che agiscono nella realtà, tessendo un proprio percorso radicale nel panorama delle arti performative che tiene insieme il pensiero teorico con la scrittura critica e drammaturgica, la pratica curatoriale, l’insegnamento accademico.

Da sempre coinvolta in un appassionato processo di condivisione e accompagnamento teorico con artisti/e e performer, ha recentemente collaborato in qualità di dramaturg con la regista argentina Lola Arias. Da oltre un decennio è la più stretta collaboratrice teorica di Romeo Castellucci, con il quale lavora nei maggiori teatri e festival internazionali, quali l’Opéra de Paris, Schaubühne Berlin, Wiener Festwochen ecc. Per la curatela del progetto multiformato E la volpe disse al corvo. Il teatro di Romeo Castellucci nella città di Bologna (2014), vince il Premio Ubu “Miglior progetto artistico-organizzativo”.

Dopo la ricerca post-dottorale, è stata visiting fellow al MESTC | Graduate Center di The City University of New York. Attualmente è research fellow all’Università Iuav di Venezia, dove insegna “Curatela delle Arti Performative”.

Si è occupata di teatro contemporaneo, di voce/vocalità nelle arti performative, teatro musicale e pratiche curatoriali, firmando libri d’arte, pubblicazioni teoriche e saggistiche, tenendo conferenze in università e centri di ricerca internazionali, a Hong Kong, Shanghai, Londra, Singapore, Montréal, Amsterdam, New York City, Philadelphia, San Paolo.