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venerdì 11 | 21:00
La Pelanda - Teatro 2
danza
55’

prima nazionale

in inglese con sovratitoli in italiano

10€ - 7€ (under 30 - over 60) + 1€ d.p.
Biglietti

Catarina Miranda

Dream is the Dreamer

Dream is the Dreamer è un solo che esplora la dimensione dell’umano e del post-umano, del reale e dell’immaginario attraverso la manipolazione di materiali, come la plastica.

Un’evocazione dello spazio. Un esercizio solista per palcoscenico, pensato per 1 performer e 3 buste di plastica; una topografia fittizia che crea un immaginario collettivo, esplicitato tramite lo sviluppo della parola e del gesto. Una sequenza di coordinate si impadronisce dello spazio vuoto, in cui diversi eventi fantascientifici vengono descritti e rappresentati, dando così vita a una nuova area scenica con un proprio fuso orario. La costruzione dell’esperienza sensoriale del corpo comincia con l’esercizio della contemplazione. Un personaggio solitario in posizione eretta si pone in contrasto con la linea dell’orizzonte. Tramite la manipolazione di oggetti di plastica, vengono messe in relazione ed evidenza le dimensioni mostruose di un qualcosa che è corpo-carne-pelle. Il vocabolario del gesto si ispira alle forme codificate del teatro NOH giapponese ed è impiegato con lo scopo di generare situazioni di analogia e astrazione, con riferimento alla parola scenica.

I temi di questo progetto nascono dall’interesse per antropocentrismo, post-umanesimo, aerocene, fantascienza, era atomica ed ecologia. Concepito durante il Master EXERCE tra il 2016 e il 2018, Dream is the Dreamer ha debuttato al DDD Festival nel maggio 2019.

Catarina Miranda presenta a Short Theatre 2020 il suo Dream is the Dreamer grazie alla collaborazione con il festival Materiais Diversos nell’ambito del Displacement of the festival / More Than This.

Catarina Miranda lavora prevalentemente per il teatro, concentrandosi su linguaggi che traducano la danza, la voce, la scenografia e la luce, con un approccio verso il corpo inteso come veicolo di trasformazione ipnagogica e di consapevolezza del presente.Ha presentato i suoi lavori Dream Is The Dreamer, Mazezam, Boca Muralha e Reiposto Reimorto, in musei e festival quali Palais de Tokyo (Paris, France), Théâtre de Liège (Belgium), Serralves Foundation (Porto/Portugal), Festivals DDD, Materiais Diversos, Pays de Danses. Miranda ha di recente completato il Master in coreografia EXERCE presso l’ICI-CCN di Montpellier (Francia), il BA in arti visive alla Fine Arts University (Porto/ Portugal) e il  TTT Program sul Teatro No a Kyoto (Giappone).
catarinaamiranda.com

direzione artistica, testo, scenografia Catarina Miranda
performance André Cabral
ideazione coreografica Catarina Miranda, André Cabral
assistente alla drammaturgia, musica Jonathan Saldanha
luci Leticia Skrycky
produzione esecutiva Joana Cardoso
produzione SOOPA
co-produzione DDD Festival / Municipal Theatre Porto
promozione Sara Abrantes / Materiais Diversos
con il sostegno di DGARTES / Portuguese Ministry of Culture, Materiais Diversos (Lisbona, Portogallo), Explore Dance Festival (Bucarest, Romania), Be My Guest International Network.
residenze creative Pact Zollverein (Essen, Germania), Nave (Santiago, Chile), Grand Studio (Bruxelles, Belgio), WASP (Bucarest, Romania), EXERCE/CCN-ICI (Montpellier, Francia), Espaço do Tempo (Montemor o Novo, Portogallo), Srishti Institute (Bangalore, India)
programmi di ricerca EXERCE/CCN-ICI (Montpellier, Francia), TTT/ Traditional Theatre Training in NOH (Kyoto, Giappone)
ringraziamenti Cristina Planas Leitão, Luísa Saraiva, Sara Abrantes, Sofia Matos
nell’ambito di More Than This
© Jose Caldeira

Notes on Short Theatre 2020

 

Di cos’altro parla questo tuo lavoro, oltre ciò di cui racconti nella sinossi?
trascrizione audio:

Dream is the Dreamer è un esercizio allucinatorio; un solo creato per un performer e tre buste di plastica, durante il quale viene attivata una topografia immaginaria.
Un uomo è solo sul palco, in posizione eretta e in contrasto con la linea dell’orizzonte, e delira riguardo le possibilità che ha il suo stesso corpo e gli spazi che attraversa con l’immaginazione.
Lo spazio vuoto è intercettato da una serie specifica di coordinate — Nord Sud Est Ovest Nadir Zenit tra le quali si incarna una sequenza di eventi fantascientifici:
— un uomo che emula sé stesso in una soffitta;
— un ascensore per la mutazione genetica;
— un POP monster mobile costituito di parti corporee del pubblico;
— strategie per volare con la sola propulsione del corpo (ÍCARO).
Sarebbe quasi impossibile accogliere questi eventi fittizi sul palco.
I temi di Dream is the Dreamer riflettono l’interesse su esperienze ontologiche ed epistemologhiche, come la capacità di relazionarsi al io, all’altro e allo sconosciuto. È ispirato da riflessioni su antropocentrismo, post-umanesimo, aerocene, fantascienza, era atomica ed ecologia.

Chi o cosa – di reale o immaginario, presente, passato o futuro – credi abbia contribuito al nascere di questo lavoro?

I sogni.

Cosa ti immagini dirai di questo lavoro tra quindici anni? E quindici anni fa, avresti mai immaginato di farlo?

Si, avrei potuto immaginare di fare un lavoro simile già quindici anni fa.
E più di quel che potrei dire su questo lavoro fra quindici anni, sono curiosa di vedere come questa ricerca si evolverà.