VIANDANZE

La notte del capitalismo

Pensieri su Hacer Noche di Bárbara Bañuelos e Carles Albert Gasulla
di Daniel Blanga Gubbay

Bárbara Bañuelos e Carles Albert Gasulla si sono conosciut_ per caso alcuni anni fa in una riunione di Radio Nikosia, associazione formata da persone con — e senza — percorsi di medicalizzazione legate allo spettro della neurodiversità e neurodivergenza. Bárbara lavora in teatro, in un contesto in cui combatte con la precarietà della professione; Carles Albert è un laureato in filologia tedesca che parla 5 lingue, e una diagnosi lo ha costretto a lasciare la sua carriera di traduttore professionista e ad accettare un lavoro come guardiano notturno in un parcheggio a Barcellona. È appassionato di poesia e letteratura — Viaggio al Termine della Notte di Louis Ferdinand Céline ad esempio — e trascorre le sue notti leggendo, e registrando le sue impressioni su ciò che ha letto.
Ho incontrato Bárbara e Carles Albert un anno fa quando presentavano il loro spettacolo vicino a Barcellona: un’esperienza per me inattesa quanto impressionante, e che ha dato avvio a un dialogo intenso per presentare Hacer Noche a Bruxelles lo scorso maggio.

La scena è uno spazio vuoto illuminato da luci al neon in maniera fioca ma violenta, la dicotomia di un parcheggio nel mezzo della notte. La scena è un circolo di sedie: sedut_ una di fronte all’altro Bárbara e Carles Albert aprono un dialogo, una performance che scorre fluida come le pagine di un libro (e con una divisione in capitoli che richiama la struttura del romanzo di Céline).
Ogni sezione di Hacer Noche è avviata in maniera asciutta dall’ascolto di una registrazione, il diario notturno e sonoro di Carles Albert fatto di date e riflessioni che intersecano le letture — Frantz Fanon o Donna Haraway — con gli aneddoti della vita lavorativa e le interazioni con i/le clienti del parcheggio.
Ogni registrazione è un frammento che lentamente racconta la vita di Carles Albert. La sua biografia ufficiale recita: «Sono nato a Barcellona nel 1960 senza che nessuno mi avesse consultato e senza sapere perché. Ho dedicato la mia vita all’inutile abitudine di sopravvivere. Ho studiato Filologia tedesca all’Università del Barcellona. Dopo dieci mesi di borsa di studio Erasmus in Germania, sono tornato a Barcellona». Hacer Noche parte dalla storia di Carles Albert, dal suo specifico percorso di vita e percorso medico, e nel farlo sembra immediatamente rivendicare l’importanza della non omogenizzazione delle situazioni di neurodiversità e neurodivergenza.

Eppure uno scarto si produce mentre la performance avanza. Il racconto della vita Carles Albert rifugge qualsiasi morbosità verso la vicenda personale, ma opera uno slittamento dall’aneddotico al sistemico. La sua biografia non è semplicemente una vicenda individuale ma vive in relazione a una precarizzazione sistematica: la pressione del capitalismo e le sue conseguenze sulla salute mentale. Non a caso uno delle prime conversazioni tra Bárbara e Carles Albert è sulle diverse forme di precarizzazione che organizzano la nostra società, da quella imposta dall’esterno a Carles Albert, alla (differente forma di) precarietà nella condizione di artista indipendente di Bárbara in cui l’idea di ‘entusiasmo’ e ‘passione’ sono motori di una forma di auto-sfruttamento neoliberale. Allo stesso modo, le relazioni umane del parcheggio non sono raccontate nella loro singolarità episodica, ma come fenomeni del classismo sistemico che predetermina le relazioni in diversi mestieri all’interno del mondo capitalista.
In questo scarto fondamentale la scena assume una nuova luce. L’assemblea di sedie diviene una riunione politica a cui anche noi, in quanto parte della società, stiamo partecipando. Fa eco a Radio Nikosia come un luogo sociale in cui la lotta politica combatte la singolarizzazione delle identità per analizzare l’intersezione tra capitalismo e salute mentale.

Hacer Noche, ph. di Marwan Zouein

E al tempo stesso, a mano a mano che la conversazione avanza, Hacer Noche produce un secondo scarto, e una fondamentale domanda: chi ha, in questa società, la possibilità di raccontare, di raccontarsi? Bárbara e Carles Albert non tracciano semplicemente la storia di un intellettuale costretto all’oscurità, ma esplicitano il rischio di riprodurre la dinamica — storica e presente — che relega diversi soggetti della società a essere oggetti della narrazione, a essere raccontate e raccontati; una mancanza di autonomia narrativa che è un passo nella perdita della dignità e nella disumanizzazione. Così il loro dialogo non sfugge mai l’auto-analisi sui rapporti di potere nella performance, sulla maniera in cui una storia può essere raccontata, e sull’agency dell’auto-narrazione come strumento politico.
Hacer Noche è un viaggio all’interno di una società votata alla performatività dell’individuo; che prima causa, poi non si cura, e infine invisibilizza le identità non-produttive. Ma questo racconto è anche un viaggio lucido nelle forme possibili di solidarietà: il rischio costante di un’ottica paternalistica, che protegge l’altro/a al punto di ridurne l’autonomia politica, e l’esplorazione di altre forme di alleanza. Un viaggio incredibilmente ben costruito, che dosa emozione e riflessione politica in maniera magistrale.
Hacer Noche significa “passare la notte”, come una notte passata a leggere in un parcheggio; come il tempo buio di una società che relega alcuni soggetti nell’invisibilità; o come la notte alla fine del viaggio di Céline, prima dell’arrivo di una nuova alba.


Daniel Blanga Gubbay è un curatore e ricercatore basato a Bruxelles. Dal 2018 è co-direttore artistico del Kunstenfestivaldesarts. Ha lavorato come educatore e curatore indipendente di public programs in teoria e performance, tra cui: The Telepathic School (Ural Biennale, Ekaterinburg 2021), Yogurt and Other Spaces of Labor (Ashkal Alwan, Beirut 2021, insieme a Zeynep Öz), Four Rooms ( 2020), Sonic Dawn (Homo Novus, Riga 2019), Can Nature Revolt? (Manifesta, Palermo 2018), The School of Exceptions (Santarcangelo, 2016). Ha lavorato come co-curatore per LiveWorks, programma di residenza in Centrale Fies e tra il 2015 e il 2019 è stato direttore del Dipartimento di Arti e Coreografia presso l’Académie Royale des Beaux Arts di Bruxelles.

immagine di copertina foto di parcheggio. ph. Josh Redd


Bárbara Bañuelos porta Hacer Noche a Short Theatre 2022 in prima nazionale, l’8 e il 9 settembre.


VIANDANZE è la sezione di CUT/ANALOGUE delle scritture in interdipendenza dinamica con le pratiche artistiche e le opere presenti al festival (e altrove). Propone una forma di prossimità somatica tra chi osserva e chi è osservato per far balenare pensieri sul sensibile che avviene in scena.

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