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venerdì 4 | 19:00 + 20:30
WeGil - Campetto
set performance
25’

ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Biglietti

Zapruder

ANUBI IS NOT A DOG

Nel 2019, Zapruder incontra in un bar di Helsinki il signor Kari J., un uomo distinto sulla settantina che gli chiede di tenergli il cane mentre lui entra all’interno del locale. Al suo ritorno iniziano a chiacchierare; viene fuori che Kari è un giudice di Dog Shows, concorsi di bellezza per cani, ed è anche un collezionista d’arte a tema canino. Sorprendentemente l’uomo li invita a casa sua per ammirare le opere che ha raccolto nel corso del tempo: una collezione di quadri e sculture meravigliose. Tra gli oggetti c’è anche un Anubi e Zapruder si lancia in congetture sulla possibile discendenza del dio egizio dal volto canino con il levriero, ma Kari non ci sta: “Anubi is not a dog”, afferma deciso.

Anubi è un luogo preparato, con regole proprie e una lingua a sé stante.
In Anubi is not a dog si assiste alle routine di danza tra cani e padroni, proprie della disciplina artistico-sportiva nota come Dog Dance. Nella rapida successione dei passi della routine, l’attenzione è volta verso i comandi e i richiami che costituiscono il codice relazionale tra i due partner e si mostra come spesso la risposta del cane ai comandi vocali del padrone anticipi il comando e determini l’ordine al passo successivo della coreografia. Si tratta a tutti gli effetti di una danza di coppia, basata su ritmo, scambi veloci, dono e fiducia.
Anubi si not a dog è una delle manifestazioni del discorso sullo speaking in tongues che attraversa il percorso di Zapruder, ed è anche il set di un film che viene girato in uno spazio pubblico.

Zapruder è il nome collettivo che sigla le produzioni audiovisive e gli happening ideati e diretti da David Zamagni e Nadia Ranocchi. La loro pratica si sviluppa attraverso il set cinematografico, la performance, l’acustica e la scultura, in direzione di un’esperienza totale. Nel 2000 hanno fondato con Monaldo Moretti Zapruder filmmakersgroup, collettivo di produzione e ricerca audiovisiva che opera sui set e alla post-produzione dei progetti filmici di Zapruder.
zapruderie.com

set di Zapruder
con Frida e Gloria Allasia, Django e Matteo Allegri, Balu e Laura Scotto, Bolt e Gianni Orlandi
fonica Mattia Dallara
luci Monaldo Moretti
operatori audio/video Monaldo Moretti, Nadia Ranocchi, Giulia Savorani, David Zamagni
Anubi is not a dog è parte del progetto Allegoria della Felicità Pubblica realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (VIII edizione, 2020), programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.
Produzione: Associazione Santarcangelo dei Teatri.
In collaborazione con: XING – Bologna; Rencontres Internationales Paris/Berlin; Kunstraum Walcheturm – Zurigo; Short Theatre – Roma; MART – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto

 

© Courtesy of the artist

 

Notes on Short Theatre 2020

Di cos’altro parla questo tuo lavoro, oltre ciò di cui racconti nella sinossi?

E’ anche il set di un film che viene girato in uno spazio pubblico.

Chi o cosa – di reale o immaginario, presente, passato o futuro – credi abbia contribuito al nascere di questo lavoro? Possiedi un oggetto o una traccia che lo racconta?

Nel maggio 2019 abbiamo incontrato a Helsinki il signor Kari J., un uomo distinto sulla settantina che ci ha chiesto di tenergli il cane mentre lui entrava nel bar. Dolly, una giovane bulldog francese dallo sguardo parlante. Quando Kari è tornato abbiamo cominciato a chiacchierare, finché non ci ha invitati ad andare a casa sua, per vedere la sua collezione di opere d’arte. Viene fuori che lui era stato ceo per la Finlandia di un colosso mondiale, e che da 40 anni è giudice di Dog show, concorsi di bellezza per cani. Vive davanti al bar dove ci siamo incontrati, in un elegante appartamento con quadri, sculture e oggetti d’arte a principale tema canino. Una collezione magnifica. Tra gli oggetti riconosciamo un Anubi, e ci avventuriamo in supposte discendenza del dio egizio dal volto canino con il levriero, ma Kari non ci sta, –Anubi is not a dog– afferma deciso, e lo dichiarerà altre volte nel corso del nostro incontro.

Cosa ti immagini dirai di questo lavoro tra quindici anni? E quindici anni fa, avresti mai
immaginato di farlo?

E’ una delle manifestazioni del discorso sullo speaking in tongues che attraversa tutto il nostro percorso.
Già quindici anni fa avevamo scritto il soggetto per un film con dei cani che si esibivano in uno show televisivo. Ci sono evidenti differenze con Anubi is not a dog, soprattutto altri presupposti, ma in effetti ce l’eravamo immaginato.