SHORT THEATRE 2021

THE VOICE THIS TIME

3 - 13 SETTEMBRE 2021

La Pelanda – Mattatoio di Roma | WEGIL | Teatro India | Teatro Argentina | Teatro del Lido di Ostia | Spazi urbani

Short Theatre 2021 si sbilancia sull’ascolto – intensità vibrazionale della vita comune, spaziatura che consiste nel rinvio tra corpi umani e non umani. Lo fa consapevole che il potere dell’ascolto è ambivalente: apre e taglia fuori, sostiene e interdice. Lo convoca come un campo dinamico per estendere i margini del percepito, per sovvertire norme acustiche, bolle sonore, divieti e muri di suono istituiti per sorvegliare. È il modo per provare a pensare il festival come spazio dinamico aperto in cui rivendicare il diritto a parlare e a essere ascoltat_. Lo si esercita convocando socialità resistenti, promuovendo reciprocità e creolizzazione con i progetti partecipativi, riannodando la relazione tra teatro, poesia e universi discorsivi in un continuum che investe la qualità del tempo insieme, in una rinnovata sintonia con la città. La performatività acustica è dunque l’arena per interferenze espressive, tangenze affettive, collisioni cognitive per la coabitazione di corpi.

Ascolto è qui il nome di un comune mettere in forma la vita.

Co-direzione artistica Piersandra Di Matteo e Francesca Corona

The Voice This Time si nutre di inizi e ritorni, compresenze e sinergie. Piersandra Di Matteo, con la sua nuova direzione, immette nel discorso del festival il seme di qualcosa a venire, attiva risonanze e dialoghi per i quali staremo in ascolto nei prossimi anni; insieme a Francesca Corona disegnano questa transizione – gesto unico e che resterà inedito, come ogni passaggio, come ogni emergente complicità di sguardi e voci. Piersandra Di Matteo incontra Short Theatre, e così Short Theatre rinnova incontri con la città e con le comunità con cui dialoga, immaginando ulteriori espansioni orizzontali e verticali. Così questa edizione diventa un rito di transizione, la festa prima della partenza, la prefigurazione che si fa reale. Non si tratta di un avvicendamento, ma di un gesto di passaggio che ha tutta la forza della condivisione e della relazione. Non esistono eredità e inaugurazioni, ma l’attraversare le cose e l’attenzione rivolta al loro cambiare continuo: è un accogliere e rilasciare senza sosta, con consapevolezza e cura. Piersandra e Francesca realizzano una intesa sul terreno del farsi: la nuova edizione si alimenta di questo incontro.

La città torna a essere l’orizzonte, terreno delle contraddizioni e luogo di densità relazionali, dimensione che si riapre all’attraversamento pubblico. Short Theatre guarda a questa fase come lo spazio mobile per nuove pratiche immaginative. WEGIL, la Pelanda del Mattatoio di Roma, il Teatro Argentina e il Teatro India, il Teatro del Lido di Ostia e gli altri spazi che accolgono il programma di quest’anno segnano i punti di un perimetro da varcare, a partire dal quale riprendere l’esplorazione della città e delle forme attraverso cui si dà, in un orizzonte urbano oggi forse più stravolto di ieri.

La geografia urbana diviene terra di confine analitico – né mero spazio pubblico né sol_ abitanti. Una direzione che percorre già il festival fin dalla sua origine e ora si proietta, in questa edizione, con una rinnovata intensità, nel desiderio che questo possa farsi ancora più sensibile e mobile nel dialogo con i molteplici strati della città.

Le organizzazioni del tessuto sociale cittadino, le istituzioni culturali, le realtà culturali indipendenti, da interlocutori si fanno complici progettuali. A partire da RECIPROCITY nuovo progetto con il quale il festival raduna una comunità frastagliata di soggettività e provenienze intorno alle pratiche di artist_, uno dei fulcri pulsanti di questa edizione, pronto a rilasciare energie e flussi che si propagheranno nel corso del prossimo triennio.

Le forme razionaliste dello storico edificio WEGIL vengono ancora agitate dall’azione del festival, diventando in questa edizione sede di CRATERE, uno spazio relazionale in cui si avvicenderanno personalità e collettivi, tra teoria, pratiche poetiche e ricerca sonora. Teoria e pratica si intrecciano anche nel programma di ANTICIPATION OF THE NIGHT, spazio discorsivo che si accende ogni giorno nel tardo pomeriggio, dedicato a conversazioni attraversate da ascolti condivisi di diversi universi sonori a WEGIL e Pelanda.

grafica Simone Tso